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Migrante distribuisce curriculum ai semafori: lo aiutiamo a trovare lavoro | VIDEO

Collins, nigeriano, è un migrante arrivato con un barcone dopo un viaggio da incubo nel deserto di due anni, in fuga anche da abusi sessuali in famiglia. A Milano cerca lavoro distribuendo curriculum ai semafori. Matteo Viviani lo ha messo alla prova per testare le sue competenze

C’è chi vende fiori, chi ombrelli, chi lava i vetri. A Milano c’è un migrante che allunga curriculum agli automobilisti in coda al semaforo. Cappellino in testa, zaino sulle spalle si descrive come ragazzo disponibile, affidabile e volenteroso, che si offre per lavoro come lavapiatti, giardiniere, imbianchino e magazziniere.

Matteo Viviani lo va a conoscere proprio mentre è a un semaforo. Si chiama Collins, ha 37 anni, e arriva dallo Stato di Edo, uno degli Stati più violenti della Nigeria da cui arrivano molti migranti. “Ho bisogno di lavorare perché voglio diventare indipendente”, ci dice. “Non ho più una famiglia, non so neanche chi sia mia madre, sono cresciuto con mio papà. Un giorno è morto e mio zio si è preso cura di me, ma dopo un po’ ha abusato di me”. Così per Collins inizia un nuovo dramma. Scappa e va a vivere con alcuni amici: “Siamo dovuti scappare perché vivevamo una vita terribile. Era una situazione davvero critica”.

Decide di attraversare il deserto. È il 2014 per due anni vaga puntando all’Italia dove arriva due anni più tardi. “In Libia uccidono le persone, le sequestrano, le torturano”, racconta. “Così ho deciso di fuggire ancora passando dal mar Mediterraneo”. Lui per fuggire paga seimila euro. “Sono soldi guadagnati lavando le moto, li ho dovuti dare a un arabo che mi ha messo su un barcone assieme ad altre 120 persone, 50 di loro sono morte perché il gommone si è rovesciato. Tra loro c’era anche un bambino con la sua mamma e il suo papà”.

In Italia viene affidato a un centro di accoglienza per migranti, inizia a guardarsi intorno per trovare un’occupazione. “Ho iniziato lavando i vetri ai semafori perché era quello che facevo in Libia”, dice. “Poi ho chiesto di aiutarmi a scrivere un curriculum”. Così da quel giorno ha iniziato a distribuirlo ai semafori, per ora nessuno ha risposto.

Matteo Viviani lo mette alla prova con l’aiuto di un ristoratore di Milano, un professionista del verde e un imbianchino. In cucina tra piatti, bicchieri e spugne si sente a suo agio. Col taglio della siepe è un po’impacciato. Con pennelli, rulli e vernici invece va meglio. “Bravo, c’è voglia di fare”, riconoscono dalla cucina. Per l’imbianchino la valutazione è 6. E con il giardinaggio porta a casa un bel 7 e mezzo.

Insomma, capiamo che Collins è stato onesto nel suo curriculum. Non mancano voglia di mettersi in gioco e l’attenzione. Lui tornerà al semaforo, ora conoscete la sua storia. Se invece avete un lavoro da offrirgli, sapete come se la cava!

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