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Migranti, distrutto il team dei “cacciatori di scafisti” | VIDEO

Avevamo conosciuto Carlo Parini e la sua squadra che lotta contro l’immigrazione clandestina nel servizio di Cristiano Pasca. Oggi Carlo è stato messo a timbrare passaporti alla questura di Siracusa e il suo ufficio non c’è più. Motivazione ufficiale: “Non ci sono più sbarchi”

Era un gruppo inter-forze d’eccellenza, in grado di individuare al 99,9% gli scafisti a bordo delle navi di migranti arrivate in Italia. Il gruppo, di cui anche Le Iene vi avevano parlato con Cristiano Pasca nel servizio che potete rivedere sopra, è stato letteralmente smembrato.

Parliamo del Gici” di Siracusa guidato da Carlo Parini, di cui anche il New York Times aveva parlato con toni entusiasti in un suo reportage.

La squadra di Carlo Parini oggi non esiste più: lui è stato dirottato all'Ufficio passaporti della Questura di Siracusa e gli altri componenti del suo team sono andati ad occuparsi di ambiente.

La chiusura sarebbe arrivata, ufficialmente, a seguito della fine degli sbarchi nel siracusano, ma Carlo Parini, intervistato dal quotidiano “Il Sole24ore”,sono stato rimosso”. Ma solo pochi giorni fa l’Alto Commissariato per i Diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr) aveva tuonato contro  contro le politiche migratorie del Viminale  e di Matteo Salvini. In particolare gli strali dell'Onu si erano indirizzati contro il decreto sicurezza bis, spiegando che il testo "viola i diritti umani”.

La squadra di investigatori e di ausiliari sotto la guida di Carlo Parini è riuscita in oltre 12 anni a far sequestrare oltre 200 imbarcazioni e a far arrestare più di mille persone. “Eravamo l'unico gruppo che aveva una cognizione di tutto il traffico di esseri umani del Mediterraneo”, spiega Parini al quotidiano Il Sole 24 ore.

Con Cristiano Pasca vi avevamo raccontato l’incredibile lavoro di Carlo e dei suoi colleghi, soprattutto del kebabbaro marocchino Aziz. Per identificare gli scafisti che sbarcano sulle coste siciliane la polizia si affidava all'infallibile istinto di Aziz.

L’uomo, in Italia dall’89, lavorava come ausiliario della polizia giudiziaria, nel team che si occupava di contrastare l’immigrazione clandestina.

Avevamo “messo alla prova” l’intuito di Aziz proprio durante lo sbarco di tre navi al porto siracusano di Augusta.

Tra oltre 330 migranti il team era riuscito a individuare i tre scafisti e a fermare un uomo, un militare libico, sospettato di avere connessioni col terrorismo internazionale. Ma oggi, dell’intuito di Aziz e di quello della squadra di Carlo Parini, non resta che un ricordo.

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