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Marco Pantani: l'Antimafia ascolta i medici del prelievo di Madonna di Campiglio

La mattina del 5 giugno 1999 tre medici riscontrano in Marco Pantani un valore dell’ematocrito di 53 punti, tre oltre il limite consentito. La sera prima però il dato di Marco era 48 e sei ore dopo il prelievo di Madonna di Campiglio è di nuovo 48. Quel dato fu alterato per squalificare il Pirata? L’Antimafia oggi sentirà i tre medici che fecero il prelievo, di cui ci racconta anche Alessandro De Giuseppe nello speciale “Com’è morto Marco Pantani?” in onda questa sera su Italia1 a partire dalle 21.15

Dopo aver ascoltato il nostro Alessandro De Giuseppe e il legale della famiglia Pantani, oggi la commissione Antimafia sentirà i medici che effettuarono i prelievi del sangue a Marco Pantani.

Michele Partenope, Michele Spinelli ed Eugenio Sala il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, rilevarono il contestatissimo dato dell’ematocrito nel sangue del Pirata: 53, oltre la soglia consentita di 50. E fecero di fatto scattare la squalifica di Marco Pantani, che a due tappe dalla fine del Giro d’Italia aveva un vantaggio in classifica generale di 6 minuti sugli altri.

Ma solo sei ore dopo l’esplosione dello scandalo il Pirata rifà le analisi in un laboratorio di Imola e il suo valore è di nuovo nella norma, 48. È uno dei punti più oscuri dell’assurda vicenda che ha coinvolto Marco Pantani, e della quale parleremo questa sera su Italia1 a partire dalle 21.15 nello speciale “Com’è morto Marco Pantani”, condotto dalla Iena Alessandro De Giuseppe.

E proprio sul dato dell’ematocrito di Pantani il suo massaggiatore e amico Roberto Pregnolato ricorda i controlli interni della sera prima: “È inutile essere ipocriti, in quel periodo ognuno si aiutava, ma il valore dell’ematocrito era 48”. E ricorda un episodio strano avvenuto a  cena la sera prima del prelievo ufficiale dei tre medici. “Tra i commensali a un certo punto inizia a girare una voce: “Sai che domani uno della Mercatone Uno non parte?” E Marco Velo, compagno di squadra di Pantani, ricorda qualcosa di più: “Si diceva che Pantani non sarebbe partito per ematocrito troppo alto”. Ma come faceva qualcuno a sapere dell’ematocrito alto di Marco se il prelievo fu fatto solo la mattina del giorno dopo?

Al nostro Alessandro de Giuseppe un ematologo del San Raffaele, che ha lavorato per anni nell’antidoping,  ha spiegato che analizzando tutti i valori le due analisi non tornano. “Il campione di Madonna di Campiglio potrebbe essere stato alterato” dice, e ci spiega che è molto semplice farlo, basta aspirare il plasma.

Ma c’è ancora da fare una osservazione di semplice logica: i controlli antidoping, di cui si sapeva già con larghissimo anticipo, quel mattino arrivano con qualche ora di ritardo, dopo le 11, creando malumori tra gli atleti che volevano fare colazione e preparasi per la gara. Se Marco Pantani avesse avuto la coscienza sporca avrebbe potuto fare colazione, e impedire così di fatto l’effettuazione di quel prelievo di sangue. Ma non lo fece. E avrebbe inoltre potuto anche abbassarsi da solo il livello dell’ematocrito, assumendo una maggiore quantità di liquidi o facendosi una flebo di fisiologica. Ma anche questo “stratagemma” Pantani non lo adottò. E si sottopose al controllo che, racconta ancora Pregnolato, lo “fucilò pubblicamente”.

Seguite questa sera su Italia1 a partire dalle 21.15 lo speciale de Le Iene “Com’è morto Marco Pantani?”, che racconterà tutti i dubbi e le possibili incongruenze nella ricostruzione procedimentale della morte del Pirata, con testimonianze esclusive ed inedite raccolte da Alessandro De Giuseppe.

 

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