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Marito morto sul lavoro: il pubblico de Le Iene si mobilita per Elvira

Dopo il servizio di Nina Palmieri su Vincenzo Campana, morto folgorato a 21 anni mentre lavorava, in tantissimi avete scritto per dare una mano a Elvira, rimasta sola a portare avanti la famiglia

“Ho appena visto il servizio sul giovane Campana, folgorato dalla corrente. Mi ha colpito la dignità della giovane signora Elvira. Io sono un sacerdote non ricco, anzi senza stipendio da 5 anni. Ma mi farebbe piacere donare 1000 euro a questa dolce famiglia”. È solo una delle tante email che sono arrivate dopo il servizio di Nina Palmieri su Vincenzo, il ragazzo calabrese di 21 anni morto folgorato dalla corrente mentre lavorava.

“Dove poteva guadagnare quel poco di soldi per mantenere la famiglia lui andava”, ha raccontato Elvira, la vedova di Vincenzo Campana, alla Iena. Il ragazzo non era un elettricista, ma sul suo contratto si legge: “mansioni di elettricista e installatore di impianti e luminarie”. È questa la prima di una serie di anomalie che riguardano quella posizione e quel lavoro, che Vincenzo non avrebbe dovuto svolgere. Nina le ripercorre tutte nel servizio che vedete qui sopra. Nicola Carella, il datore di lavoro di Vincenzo, è stato condannato in primo grado per omicidio colposo. Per questo, deve pagare alla famiglia di Elvira una provvisionale di 30mila euro. “Questo non è avvenuto”, ci ha detto Elvira, che dopo la morte di Vincenzo ha perso anche una figlia, malata di leucemia. Non solo. Nicola Carella avrebbe pure già preso i soldi dell’assicurazione della ditta, 258mila euro. 

Elvira per ricominciare ha deciso di trasferirsi con la famiglia in Germania, vicino Francoforte. Vi abbiamo chiesto aiuto per questa donna coraggiosa, che si è ritrovata sola a sostenere una famiglia, senza ricevere nemmeno ciò che le spetta. La vostra risposta è stata sorprendente, tra chi si offre di donare qualcosa e chi le propone un lavoro.

Come questo signore: “Con mia moglie siamo in procinto di aprire un ristorante italiano in Germania. Siamo felici di poterla aiutare dandole un lavoro”.

 

E anche da chi abita proprio vicino a Francoforte arriva una proposta: “Io vivo vicino a Francoforte. Se non ha già trovato un lavoro sarei disposto a darle una mano”.

 

Ma anche chi non può darle un lavoro si offre per aiutare Elvira e la sua famiglia: “Vorrei sapere come dare un piccolo contributo a questa donna. Non posso fornire lavoro, vivo in Italia e faccio fatica anch’io, ma vorrei contribuire con qualcosa che serva a questa famiglia. Un contributo economico o qualsiasi cosa possa servire”.

 

Tra chi si è offerto di dare un aiuto economico a Elvira c’è un sacerdote, “non ricco, anzi senza stipendio da 5 anni”.

 

Queste sono solo alcune delle tantissime email che avete mandato a UNAIUTOPERMAMMAELVIRA @GMAIL.COM. Noi abbiamo girato a Elvira tutte le informazioni per mettersi in contatto con chi vuole aiutarla. E speriamo che davvero riceva una mano così da trasferirsi in Germania e, seppur lontano da casa, ricostruire la sua vita, con i suoi figli.  

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