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Stretta su Uber e Ncc: “5.000 posti di lavoro a rischio”

Da oggi multe per gli autisti Ncc che non rientrano nella rimessa dopo ogni corsa. Il malcontento degli Ncc e la risposta che il ministro Toninelli aveva dato su questo a Nicolò De Devitiis

“Dopo mesi di dibattiti sul futuro del settore Ncc in Italia, è entrata in vigore una nuova legge che richiede che ogni corsa inizi da una rimessa”. Così inizia la mail arrivata ieri a tutti gli italiani clienti Uber. Da mezzanotte tutti gli autisti Ncc, il Noleggio con conducente, vengono sanzionati nel caso non rispettino la legge n. 12/2019, entrata in vigore a febbraio scorso (le sanzioni sono invece scattate oggi).

Cosa prevede la legge? Come si legge nella mail di Uber, “tutti i conducenti dovranno tornare alla rimessa più vicina dopo ogni corsa”. Simone Labozzetta, presidente del Sindacato Nazionale AssoConducenti LLP, prevede disagi per i clienti: “Dopo ogni corsa io devo andare alla rimessa più vicina, sostare lì, prendere la chiamata del cliente successivo e uscire dalla rimessa”. Come vi abbiamo spiegato nel servizio di Nicolò De Devitiis del 2 dicembre 2018 dedicato proprio a questa nuova legge, che vi riproponiamo qui sopra, questo può portare non solo a tempi di attesa più lunghi, ma anche a meno clienti per gli Ncc, che potrebbero perdere la corsa nel tempo di rientro in una rimessa.

E non è finita qui. “Prevediamo 5mila disoccupati da oggi tra gli Ncc di Milano e Roma”, spiega Simone. “Ora i conducenti possono lavorare solo nella provincia che ha rilasciato l’autorizzazione. Ma siccome il servizio riguarda principalmente le province di Milano e Roma, chi ha preso l’autorizzazione altrove ma lavorava in queste grandi città, di fatto non può più lavorare”. Eppure, ci spiega Simone, la richiesta di lavoro ci sarebbe: “Nelle stazioni c’è il caos, la gente ha lunghi tempi di attesa”. A lamentarsi del disagio sarebbero infatti anche gli utenti. “Il governo preferisce lasciare a piedi le persone piuttosto che risolvere il problema”, conclude Simone Labozzetta.

Nicolò De Devitiis era andato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, a chiedere spiegazioni. “Non vogliamo limitare né aiutare nessuno. Prenderemo una decisione che mantenga la libera concorrenza”, ci aveva risposto.

La mail di Uber preannuncia e si scusa preventivamente, per il disagio: “Dato che tutti i conducenti dovranno tornare alla rimessa più vicina dopo ogni corsa potrebbe succedere che debbano fare una piccola deviazione prima di dirigersi verso di te. Ciò potrebbe significare tempi di attesa più lunghi e una minore disponibilità. Vogliamo scusarci in anticipo per l’inconveniente. Accettiamo, seppur a malincuore, questo nuovo scenario, ma continueremo a chiedere una regolamentazione equa che renda più semplice la vita di chi non possiede un’auto”.

“Chiediamo delle modifiche a questa legge e, nell’attesa, una proroga dei tempi di transizione per noi Ncc”, fa eco Simone.  

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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