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Guard rail pericolosi? L'A27 sotto indagine

La Procura di Avellino, che aveva già indagato alcuni manager di Autostrade per l’incidente sul viadotto irpino che nel luglio 2013 aveva provocato 40 morti, chiede di verificare lo stato di salute e i lavori di manutenzione sui “new jersey” della Mestre-Belluno

Guard rail con scarsa o errata manutenzione e a rischio di incidenti mortali? Se ne torna a parlare dopo che la Procura di Avellino indaga su alcuni tratti gestiti da Autostrade e sullo stato di conservazione e manutenzione dei cosiddetti “new jersey”.

La Procura campana, che ha indagato per concorso in crollo e disastro doloso alcuni manager di Autostrade in relazione all’incidente del bus che nel luglio del 2013 in Irpinia portò alla morte di 40 persone, adesso allarga il suo raggio d’indagine su due viadotti dell’A27, che collega Mestre a Belluno.

La Procura ha avanzato una “richiesta di esibizione e consegna di documenti”, a seguito di alcuni dubbi di imprenditori edili rispetto ai lavori di manutenzione dei new jersey laterali presenti sul tratto. Secondo l’accusa gli interventi di manutenzione su quei new jersey  avrebbero ridotto in modo significativo la loro capacità di contenere gli effetti di eventuali urti dei veicoli in caso di incidente stradale.

Il tema dei new jersey non a norma e scarsamente manutenuti era stato al centro di un servizio di Luigi Pelazza (che potete vedere qui sopra).

Eravamo partiti da un esempio concreto: la strada statale 131, la Cagliari-Sassari. In base alle informazioni e ai documenti in nostro possesso lo spartitraffico dovrebbe essere largo almeno 3 metri e 54 centimetri, mentre quello installato è di appena 2 metri. E su questa stessa strada, due anni fa, è avvenuto un tragico incidente, il cui bilancio è stato appesantito dallo sbriciolamento immediato proprio di quei new jersey.

Vi abbiamo raccontato come nel nostro Paese, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti dove lo spazio concesso alle barriere è molto più ampio, il problema è anche quello della larghezza delle strade.

Vi avevamo mostrato un’alternativa valida, quella delle barriere prodotte da un’azienda italiana, che però è rimasta fuori dalle gare di fornitura per le nostre autostrade.

Eravamo poi andati a sentire Anas, che aveva rifiutato di rilasciarci un’intervista mandandoci un comunicato in cui ribadiva che le sue barriere sono a norma. Luigi Pelazza si era recato infine dal ministro dei Trasporti Toninelli, che dopo aver visto i nostri documenti ci aveva detto: “Questa vostra segnalazione diventa un atto ministeriale, che farà uscire gli ingegneri per andare a fare un bel sopralluogo. Non faremo sconti a nessuno”.

 

Ringraziamo Abesca che ci ha scritto per specificare l’assenza di proprie dirette responsabilità nella dinamica di taluni incidenti stradali, ma precisiamo che il servizio non ha mai inteso attribuire alla stessa, o alle sue associate, responsabilità di sorta sia in relazione ai riportati eventi sia in relazione a qualunque altra vicenda, quanto invece ha voluto sensibilizzare l’autorità pubblica sulla necessità che i new jersey, certificati e realizzati a regola d’arte, la cui decisiva efficacia ai fini della sicurezza stradale è stata pure illustrata nella trasmissione, siano installati correttamente all’interno delle strade e che queste ultime siano a loro volta progettate per consentire la controllata oscillazione dei new jersey in caso di urti.

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