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Obike, le bici abbandonate si aggiungono alla monnezza di Roma. Blitz dei volontari | VIDEO

Abbiamo seguito il gruppo di volontari che in una notte ha raccolto a Roma 52 biciclette di Obike, la società di bike sharing che ha fallito. L'amministratore Lostumbo: "quelle che troviamo le ritiriamo"

Il giorno dopo il blitz dei volontari, che nella notte del 9 luglio hanno setacciato le strade di Roma raccogliendo così 52 biciclette abbandonate di Obike, il servizio di bike sharing offerto da dalla fallimentare società di Singapore, vogliamo capire se qualcuno le ritirerà. Con Antonio De Napoli, a capo del comitato Passo civico per Roma che ha organizzato la raccolta che potete vedere nel video sopra, ci mettiamo al telefono con Federico Lostumbo, amministratore di Obike Italia. E l'unica cosa chiara dopo oltre mezz'ora di acceso confronto è che dietro le biciclette gialle e nere che si aggiungono al cumulo di rifiuti che soffoca le strade di Roma, c'è un gran casino. E zero dipendenti. "Un cameriere part-time che ha un camioncino a tempo perso mi va a fare le raccolte delle biciclette". Confortante. Se si pensa che sono 1200 le biciclette abbandonate ancora sparse negli anfratti di Roma, è lecito pensare che le Obike non verranno mai raccolte dalla sua società. E infatti il comune di Roma ha mandato diverse diffide e ha promesso di citare in giudizio la società per "danno di immagine". Con tanto di segnalazione in procura per accertare l'ipotesi di reato ambientale. Ma Lostumbo non si scompone: "quelle che troviamo le ritiriamo" ci dice, come se questo fosse un piano. 

L'amministratore di Obike Italia ce l'ha un po' con tutti. Con il comune di Roma: "ci avevano promesso che ci avrebbero aiutato con la raccolta delle biciclette, anche per entrare nelle zone a traffico limitato, ma poi non li abbiamo più sentiti". Con la polizia fluviale, che dovrebbe collaborare nella raccolta delle Obike affondate nel Tevere, grazie ai vandali che si sono divertiti a buttarcele dentro. "L'abbiamo chiamata tante volte, non rispondono. Gli abbiamo lasciato i nostri contatti, niente". E pure con chi ha incaricato lui stesso di raccogliere le biciclette in giro. "Abbiamo pagato della gente per andarle a raccogliere. Diamo 5 euro a bici, ma poi alcuni sono tornati e me ne hanno chiesti 20. Altri dopo che hanno accettato il lavoro si sono intascati le biciclette e sono spariti. E quelle belle se le rivendono". 

Ci sarebbe un contratto di servizio fra Obike e il comune di Roma in cui l'obbligo di raccolta delle bici sarebbe in capo alla società. "Ma io il contratto non lo trovo. Sono arrivato a fine marzo, il commercialista non rilascia i documenti finché non viene saldata la sua fattura. Ma il conto in banca è a zero totale". E così, davanti alla generosità dei trenta volontari di Passo civico che in una notte d'estate, grazie alle segnalazioni degli utenti dopo un post su Facebook, sono riusciti a raccoglierne più di cinquanta, Lostumbo si allarga: "Non è che mi possono dare loro una mano? Però devono raccoglierne 100 alla volta". Ma sta scherzando? "Ma io pago, non è che lo devono fare gratis. 5 o 6 euro a bicicletta a seconda delle condizioni". Intanto c'è da andare a ritirare le 52 Obike già raccolte dai volontari, che le hanno collocate nelle rastrelliere di piazza Aldo Moro, davanti all'università La Sapienza. Anzi, 51, perché trascorsi due giorni una è già sparita. Alcune biciclette infatti hanno il lucchetto rotto e quindi chiunque può prenderle, e abbandonarle a sua volta. Antonio De Napoli propone di darle a enti di beneficenza. "D'accordo, ve le possiamo regalare, così le potete dare a chi vi pare", risponde Lostumbo. 

In attesa che l'offerta di regalo si concretizzi in un documento scritto nero su bianco, tanto per evitare a Passo civico di rimanere incagliato nelle beghe di Obike, c'è l'ultima questione da affrontare. Non meno rognosa della raccolta dei ruderi: i cinque euro di deposito che gli iscritti hanno dovuto pagare per poter usufruire del servizio. "Prima Obike Singapore deve rimborsare chi ha investito nel crowdfunding, solo dopo passeranno alla restituzione dei cinque euro. Se ne sta occupando la FTI consulting". D'accordo. Ma per chi rivolesse quei soldi, a chi deve scrivere? "Ho una chiamata sotto che è importantissima". Proprio adesso?

In collaborazione con Mattia Moro 

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