> External link Facebook Facebook Messenger Full Screen Google+ Instagram LinkedIn News mostra di più Twitter WhatsApp Close
News |

Omicidio Alessandra Madonna: “Il fidanzato la vide aggrappata all'auto” | VIDEO

Giuseppe Varriale, il fidanzato della ballerina napoletana morta per le ferite dopo un misterioso “incidente” stradale, è stato appena condannato a 8 anni per omicidio preterintenzionale. Le motivazioni dei giudici: “La vide aggrappata alla sua auto, ma partì lo stesso”. Per la famiglia di Alessandra, nel servizio di Nina Palmieri, “Alessandra è stata ammazzata volontariamente”

Giuseppe Varriale sapeva che la fidanzata Alessandra era aggrappata alla portiera del suo Suv, ma ha deciso lo stesso di partire. Per i giudici della Corte d’Appello di Napoli, che pochi giorni fa hanno condannato il fidanzato di Alessandra Madonna a 8 anni e 2 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale, Varriale aveva comunque deciso di eseguire la manovra con l’auto che ha portato alla morte della giovane ballerina. Lo scrivono ora nelle motivazioni della sentenza.

Alessandra Madonna è stata investita la sera del 7 settembre 2017 nel Napoletano ed è morta poche ore dopo per le gravissime ferite riportate nella caduta vicino all’auto del fidanzato. Una dinamica su cui aveva indagato anche la nostra Nina Palmieri nel servizio che potete rivedere sopra.

Alessandra lavora in un locale: il fidanzato Giuseppe si presenta e flirta con una ragazza davanti a lei. Poi escono praticamente alla stessa ora, sembrano seguirsi con le auto, come per incontrarsi, e Alessandra gli manda dei messaggi.

Nel primo racconto di Giuseppe subito dopo la tragedia, il ragazzo racconta di essere arrivato davanti al cancello del suo condominio, dove trova Alessandra. Lei gli avrebbe chiesto spiegazioni sulla loro relazione, si sarebbe aggrappata al finestrino e poi sarebbe caduta a terra.

Giuseppe nella seconda versione data agli inquirenti cambia il racconto dei fatti: dalla macchina avrebbe sentito solo il rumore dei tacchi di lei e successivamente avrebbe trovato Alessandra a terra: nessuna menzione del finestrino del suo suv. Dalle analisi fatte dopo l’incidente si scopre intanto che Giuseppe aveva un tasso alcolemico del doppio rispetto a quello consentito dal Codice della strada.

Giuseppe Varriale in primo grado viene condannato per omicidio stradale a 4 anni e 8 mesi, in Appello i giudici cambiano il capo d’imputazione: è omicidio preterintenzionale con una condanna raddoppiata.

Una vittoria, anche se parziale, per la famiglia di Alessandra, che continua a battersi perché venga riconosciuto l’omicidio volontario. “Finalmente una sentenza di riforma, che riconosce l’omicidio preterintenzionale al posto di quello stradale”, ha detto a Iene.it Massimiliano Battagliola, legale della famiglia di Alessandra. “I giudici hanno stabilito una pena di 8 anni, che considerati rito abbreviato e attenuanti generiche significa che sono partiti da una pena di 18 anni: dunque non siamo molto lontani dai 21 anni previsti per l’omicidio volontario. Questo significa probabilmente che Varriale è stato condannato perché non aveva del tutto in mente l’idea di uccidere Alessandra, ma aveva accettato il rischio che potesse accadere, anche se non abbiamo ancora le motivazioni della sentenza”. Un’ipotesi che adesso le motivazioni della sentenza di secondo grado sembrano confermare.

Ultime News

Vedi tutte