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Garlasco, un alibi per Stasi condannato per l'omicidio di Chiara? | VIDEO

Dodici anni fa, il 13 agosto 2007 a Garlasco, è stata uccisa Chiara Poggi. Noi vi raccontiamo, e vi mostriamo con un video, un nuovo elemento che se confermato potrebbe dare un alibi ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’assassinio della ex fidanzata. Alessandro De Giuseppe ci mostra cosa avrebbe visto una testimone ritenuta attendibile nelle indagini

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Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi è stata uccisa a Garlasco mentre si trovava nella villetta di famiglia. Il suo ex fidanzato, Alberto Stasi, è stato assolto nei primi due gradi di giudizio e poi condannato per il suo omicidio in via definitiva in Cassazione. Per i giudici quella mattina di 12 anni fa Alberto va in bici alla casa di Chiara. Lei disinserisce l’antifurto alle 9.12, apre la porta e lo fa entrare. Dopo qualche minuto per uno scatto d’ira di cui non si sarebbe mai capito il movente, lui la prende a martellate accanto alle scale con un oggetto contundente, mai ritrovato.

A questo punto lui la trascina, Chiara si riprende e lui la colpisce nuovamente per poi buttarla dalle scale che portano in cantina, dove verrà ritrovato il corpo. Secondo la sentenza della Cassazione, Stasi ha girato diverse stanze della casa, per ultimo il bagno. Poi è tornato a casa in bicicletta, dove alle 9.35 ha acceso il computer. “Chiara Poggi dà l’ultimo segnale di vita alle 9.12 quando stacca l’antifurto di casa”, spiega il criminologo che fa parte del collegio difensivo di Stasi. “Invece lui dà il suo primo segnale alle 9.35 quando accende il computer. In questi 23 minuti stando ai giudici avrebbe potuto comodamente ucciderla e tornare a casa in bicicletta”.

A questa ricostruzione potrebbe aggiungersi la testimonianza di Manuela Travain, lei insieme a un’altra donna sostiene di aver visto la bicicletta nera da donna appoggiata davanti a casa di Chiara. “La Travain passa davanti alla villetta Poggi verso le 9.30 e i giudici non la contestano come testimone”, sostiene Miatello. “Poi aggiunge di aver visto il cancelletto aperto e tutte le persiane chiuse. Ma quando arrivano i carabinieri le persiane della cucina sono aperte”.

E allora chi le avrebbe aperte? “È pacifico sia stata Chiara Poggi, anche i giudici che condannano Stasi lo confermano. Se la Travain le vede chiuse alle 9.30, non può essere stato Stasi a uccidere Chiara in appena 5 minuti nei quali sarebbe tornato a casa in bicicletta per accendere il computer”. Questo elemento però non sarebbe stato considerato dai giudici. “Per loro la signora avrebbe visto le persiane del primo piano che erano chiuse e non poteva vedere quelle in basso”, sostiene Miatello.  

Abbiamo fatto un esperimento prendendo la stessa auto su cui viaggiava la Travain. Alla stessa velocità a cui andava lei (20 chilometri orari) siamo passati davanti a casa Poggi per capire che cosa effettivamente si vede. Per due secondi con un colpo d’occhio si può notare lo stato della porta finestra. E la Travain lo ha ribadito a quattro giorni dall’omicidio e un mese dopo. Anche a processo le è stato chiesto se fosse stata aperta e lei ha ribadito: “No, no tutto chiuso”.

Potrebbe essersi trattato di un colpo d’occhio, ma la donna è sempre stata ritenuta attendibile. Quindi perché ritenere inattendibile solo questo elemento della sua testimonianza? A questo punto c’è da chiarire a che ora la testimone è passata effettivamente davanti a casa Poggi.

Non è mai stata fatta un’analisi per chiarire questo dettaglio”, sostiene Porta, ingegnere elettronico forense. Così gli abbiamo chiesto un parere tecnico basato sulle celle telefoniche agganciate dalla signora Travain quella mattina: “Determinare un istante quasi preciso è impossibile. Possiamo dire con ragionevole certezza che il passaggio davanti a casa Poggi è avvenuto tra le 09.27.41 e 09.28.40”. In questo minuto Chiara sarebbe stata ancora viva e Stasi avrebbe avuto meno di 8 minuti per uccidere la sua fidanzata e tornare a casa alle 9.35, quando ha acceso il computer. Per compiere l’omicidio Stasi avrebbe avuto bisogno infatti di almeno dieci minuti e di altri 7 per tornare a casa in bicicletta.

Noi non possiamo sapere se quella porta finestra fosse effettivamente aperta nel momento del passaggio della Travain. Però sappiamo che dalla strada quelle persiane si potevano vedere e che lei l’ha sempre dichiarato tutte le volte che le è stato chiesto e tutti l’hanno considerata una testimone attendibile.

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