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Omicidio Vannini, parla il datore di lavoro di Marco

La moglie di Antonio Ciontoli, condannato (solo) a 5 anni per l’omicidio colposo del ragazzo, dice che Marco agonizzante gridava: “scusa Massi”, nominando il suo datore di lavoro. I vicini dicono di aver sentito gridare “scusa Marti”, cioè la fidanzata. Giulio Golia ha intervistato “Massi” per chiarire questo punto

Attorno all’omicidio di Marco Vannini restano ancora molti punti da chiarire. Tra questi resta il dubbio su cosa avrebbe gridato Marco mentre agonizzava dentro casa dei Ciontoli. La moglie di Antonio sostiene che gridasse “scusa Massi”, cioè il suo datore di lavoro. Però non si capisce per quale motivo in quel momento avrebbe dovuto chiedere scusa proprio a lui.

I vicini di casa riferiscono di aver sentito gridare una cosa diversa: “scusa Marti”. In questa caso, Marco dopo essere stato colpito avrebbe chiesto scusa alla fidanzata Martina.

Per cercare di chiarire questo punto Giulio Golia ha incontrato proprio Massi che ci ha mostrato i messaggi che lui e Marco si sono inviati il giorno prima della sua morte.

Dal 24 agosto al 30 ottobre 2016 tre potentissime ondate sismiche devastano alcune zone del Centro Italia, tra cui Amatrice, uccidendo oltre 300 persone. A tre anni e mezzo dal terremoto dei 2 miliardi di euro di incentivi per la ricostruzione ne sono stati erogati appena 14 milioni. Un fallimento che già serpeggiava tra gli sfollati, incontrati da Giulio Golia a un mese dal sisma di Amatrice

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