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Migranti raccontano di torture nei centri della Libia finanziati dall'Italia attraverso ong

Sette ong hanno ricevuto 6 milioni di euro di fondi pubblici dai governi italiani per progetti di miglioramento della vita dei profughi. Che cosa è stato fatto realmente? Gaetano Pecoraro è stato a Tunisi a parlare con 9 migranti detenuti

Sono 7 le ong italiane che hanno ricevuto soldi pubblici dai due governi italiani che si sono succeduti tra il 2017 e il 2018. Con 6 milioni di euro avrebbero dovuto contribuire al miglioramento della vita dei profughi nei centri di detenzione della Libia.

Molte ong non hanno partecipato al bando perché non erano certe che il loro lavoro potesse arrivare a uno standard minimo. Sulla carta le ong avrebbero dovuto offrire servizi come la ristrutturazione e la ricostruzione dei bagni nei centri fino alla distribuzione di kit di sopravvivenza (con vestiti, shampoo, spray anti-insetti per evitare la scabbia e medicinali), avrebbero dovuto occuparsi anche della formazione dei medici assegnati a questi centri.

Gaetano Pecoraro è andato a Tunisi, dove ha incontrato 9 ragazzi detenuti in questi centri tra maggio e agosto del 2018. Ci raccontano i trattamenti ricevuti dicendo di non aver mai visto né medici né psicologi. Quello che hanno visto solo le torture e la morte di molti loro coetanei.  

 

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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