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Prete pedofilo “prescritto” e perdonato: torna in Chiesa

Matteo Viviani aveva raccolto la testimonianza di un ragazzo polacco, che sarebbe stato abusato dal parroco fin dai 13 anni di età. E che adesso, dopo essere stato “riabilitato” dalla Chiesa, sarebbe tornato a dir messa

Perdonare è da cristiani ma se il peccato è la pedofilia allora, quantomeno, ci aspetteremmo che la Chiesa tenesse il prete presunto colpevole “in panchina”. E invece no: sarebbe tornato sull’altare.

Per il tribunale ecclesiastico di Napoli quel prete è stato “riabilitato", a seguito di un' archiviazione dell'accusa da parte delle giustizia italiana dovuta alla intervenuta prescrizione del delitto per cui il prete era stato denunciato. E quindi sembrerebbe essergli consentito di tornare in parrocchia, anche se affiancato al parroco ufficiale.

Matteo Viviani ci aveva raccontato, nel marzo del 2018, la terribile vicenda di abusi che avrebbe coinvolto un prete polacco, accusato di aver abusato sessualmente di almeno un minore. Un ragazzo polacco di nome Jurek, di cui avevamo raccolto la testimonianza. Jurek, a partire dai 13 anni, sarebbe stato oggetto di pesantissime attenzioni di natura sessuale.

Il ragazzino, che aveva un padre con forti problemi di alcolismo, frequentava quella parrocchia polacca nella speranza di trovare un luogo più sereno della casa: e invece avrebbe trovato l’inferno.

“All'inizio non erano così evidenti i suoi scopi sessuali” sostiene Jurek. “Mi diceva ‘ti faccio guidare la macchina', lui era seduto e io stavo su di lui percependo la sua eccitazione”.

Dopo qualche tempo il prete presunto pedofilo viene trasferito in Italia, e qui gli viene affidata una parrocchia del Molise. E da quella parrocchia avrebbe telefonato subito a Jurek,  promettendogli di farlo studiare se fosse venuto qui.

Una volta qui, quei primi approcci sarebbero diventati sempre più invasivi.

“Cercava contatto fisico in continuazione, io lo trattavo come fosse mio papà”. Più passavano i mesi e più il sacerdote si sarebbe spinto oltre. “Voleva essere baciato in bocca”, prosegue Jurek. “Mi metteva le mani nelle mutande fino a costringermi a dormire con un alano. L'odore del cane assieme alla mia presenza lo eccitavano”.

Dopo anni di presunte molestie, il ragazzo prova a parlarne con un altro sacerdote, specializzato in esorcismi, ma la risposta di quest’altro prete è, secondo quanto riportato dal ragazzo, allucinante: “Devi stare in silenzio, perché queste cose te le fa vedere il Diavolo”. Jurek obbedisce, e gli abusi sessuali del suo aguzzino, ovviamente, sarebbero andate avanti. Per almeno altri 4 anni.

Le Iene, per verificare il suo racconto, erano tornate da quel sacerdote, proprio in compagnia di Jurek (come potete vedere nel video sopra). E il prete, davanti al giovane, aveva ammesso: “Tu per me eri tutto, ti ricordi quante cose ti ho dato? Ti amavo. A volte nella vita uno può anche sbagliare. Non sto dicendo che ero un santo”.

Dopo il servizio de Le Iene, molti fedeli e genitori hanno espresso timori, fino alla sospensione del sacerdote nell'attesa che si faccia piena luce sulla sua situazione. Da qualche giorno alla piccola comunità è stato assegnato un nuovo parroco. Ma, come vi abbiamo detto, ora quel prete sembrerebbe essere tornato sull’altare. Con la benedizione della Chiesa.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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