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Pena di morte: riprendono esecuzioni federali Usa. Quando abbiamo chiesto: “Perché?” | VIDEO

L’amministrazione Trump ha annunciato la ripresa delle esecuzioni capitali per le persone condannate da tribunali federali. Nel 2000 eravamo andati in California, a Sacramento, per fare con Giulio Golia una semplice domanda al governatore: perché la pena di morte?

Torna negli Stati Uniti l’esecuzione della pena di morte per le persone condannate da tribunali federali. Lo ha annunciato l’amministrazione Trump. Il titolare del Dipartimento della Giustizia, William Barr, ha chiesto di programmare le esecuzioni per cinque detenuti che stanno scontando la condanna per omicidio in una prigione federale nell’Indiana. Il primo sarà ucciso il 9 dicembre.

L’ultima condanna a morte nel sistema federale, l’unico su cui avrà effetto la decisione, è stata eseguita nel 2003. Tuttavia, i magistrati federali da allora hanno continuato a condannare a morte ma negli ultimi 16 anni era in vigore, fino a questa decisione di Trump, una moratoria delle esecuzioni. 

Mentre i dati di Amnesty International del 2017 confermavano un globale andamento verso l’abolizione della pena di morte, gli Usa vanno quindi in controtendenza. Per quanto riguarda la legislazione statale, a oggi la pena capitale è ancora in vigore comunque di 29 stati americani, 21 l'hanno invece abolita. 

Siamo nel 2019 e una decisione del genere negli Stati Uniti sembra davvero anacronistica. Già 19 anni fa, nel 2000, con Giulio Golia siamo andati dal governatore della California, a Sacramento, per esprimere in maniera inequivocabile la nostra opinione sulla pena di morte con una semplice domanda: “Perché?”.

La nostra Iena, non essendo possibile parlare direttamente con il governatore, aveva incontrato Fran Clader, responsabile dell’ufficio di Criminal Justice Planning.

“Perché negli Stati Uniti avete la pena di morte?”, ha chiesto la Iena nei panni di “Toto Fattazzo”. “Non so se ci sono prove che la pena di morte funzioni come deterrente", ha risposto la donna. "Ma ciò che conta è che i condannati a morte hanno commesso i crimini più efferati”.

La risposta ovviamente non ci ha soddisfatti. Così, all’insistente e inimitabile “perché?” della nostra Iena, la responsabile ha ammesso di non “essere preparata per rispondere alla domanda”. E alla fine anche Fran Clader si chiedeva, insieme a noi, “Perché?!”.

Quella stessa domanda ci sorge oggi di fronte alla decisione del dipartimento di Giustizia americano: perché? 

Purtroppo una risposta stavolta sembra esserci. A darla sono alcuni analisti: è una mossa elettorale, ovvero per guadagnare voti, di Donald Trump.

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