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Pensioni d'oro non dovute ai sindacalisti: chiesta condanna per truffa | VIDEO

Cinque anni fa con Nadia Toffa abbiamo smascherato un sistema di pensioni che avevano alcuni sindacalisti dello Snals, ma che in realtà non gli spettavano. Dopo i nostri servizi, la Guardia di Finanza ha voluto vederci chiaro e per 4 di loro sono stati chiesti 20 mesi di reclusione per truffa ai danni dell’Inps

Avevano una doppia pensione d’oro senza averne diritto. È stata chiesta una condanna di 20 mesi per truffa aggravata ai danni dell'Inps per quattro sindacalisti dello Snals (il Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola). Questo sistema è stato smascherato dalla nostra Nadia Toffa cinque anni fa, qui sopra vi riproponiamo l’ultimo della sua inchiesta.

È partita da una professoressa di Brescia l’inchiesta della Guardia di Finanza che dopo il nostro servizio ha voluto vederci chiaro. Una professoressa percepiva una doppia pensione per aver lavorato allo Snals di Roma, ma lì nessuno la conosceva.

L’insegnante non ha effettivamente lavorato. Nessuno è stato in grado di dimostrare il suo operato e non c’è traccia neppure del contratto”, aveva detto l’allora colonnello della Guardia di Finanza di Brescia, Roberto Fazio. “In più era l’insegnante a pagare il sindacato per coprire i contributi che doveva versare per giustificare il suo stipendio”.

Così per una spesa di 12mila euro si sarebbe garantita una pensione aggiuntiva di 20mila euro annui. “Una truffa ai danni dello Stato”, l’ha definita il colonnello. Un escamotage che si rifaceva a una legge del ’96 in base alla quale per integrare il futuro assegno pensionistico bastava che per l’ultima mensilità della carriera risultasse il doppio stipendio. Così avrebbero beneficiato della pensione come se lo si fosse percepito da sempre.

Perché proprio questa insegnante è stata eletta come dirigente sindacale? “In realtà non aveva alcuna esperienza, questa è un’altra anomalia della vicenda”, aggiunge Fazio. “Era la consorte del segretario amministrativo nazionale lascia intendere qualche cosa”. Cioè colui che gestiva i soldi.

Ma questa situazione non riguardava solo lei: “Altri sei soggetti sempre della provincia di Brescia facevano lo stesso meccanismo”, spiega Fazio. “Versavano contributi volontari al sindacato che a sua volta li riversava per la pensione dei soggetti”. In questo giro i soldi erano di oltre 650mila euro solo a Brescia. Se non fossimo intervenuti solo questi 7 soggetti si sarebbero intascati almeno 2 milioni di euro come pensione!

Dopo i nostri servizi, la Guardia di Finanza ha avviato un’indagine che ha toccato varie città italiane. Per 4 sindacalisti di Cuneo è stata chiesta una pena di 2 anni e 6 mesi, ridotta a 20 mesi per le attenuanti generiche. La difesa invece ha chiesto l’assoluzione perché il processo sembra più fatto alla legge che al caso specifico degli imputati.

Intanto le pensioni d’oro sono state fermate e in aula si tornerà il prossimo 21 ottobre per la sentenza.

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