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Perché il peschereccio italiano è stato sequestrato e perché i libici hanno torto | VIDEO

Il peschereccio “Tramontana” è stato sequestrato dai militari libici a 50 miglia dalla costa. A bordo sette persone. Con Silvio Schembri vi abbiamo raccontato la “lotta” tra Italia e Libia in cui a rimetterci sono spesso i pescherecci siciliani

Il peschereccio siciliano “Tramontana” è stato sequestrato dai militari libici al largo delle loro coste. A bordo ci sarebbero sette membri dell’equipaggio: cinque mazaresi e due tunisini. "Il motopesca starebbe proseguendo la navigazione verso un porto libico con militari libici a bordo”, ha detto il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci. “Ci conforta che la Farnesina stia seguendo la vicenda con grande attenzione e confidiamo che l'azione diplomatica porti al rilascio del natante e dell'equipaggio. Siamo in contatto con la Capitaneria di porto e le autorità diplomatiche".

Secondo fonti locali il peschereccio sarebbe stato fermato a una cinquantina di miglia dalla costa, circa 20 miglia dentro l’autoproclamata zona di esclusione libica non riconosciuta dalla comunità internazionale.

Non è la prima volta che assistiamo a episodi del genere. A metà ottobre 2018, con Silvio Schembri, siamo riusciti a metterci in contatto con i pescatori di Mazara del Vallo sequestrati pochi giorni prima, come potete vedere del servizio qui sopra. “Siamo stati fermati, eravamo a 25 miglia. Non sono acque libiche”, ci aveva detto Roberto, il comandante del peschereccio.

Ci siamo fatti dare le coordinate del punto in cui i pescatori sono stati fermati e il punto esatto era a 28 miglia di distanza dalle coste libiche, 16 miglia dentro le acque internazionali. Gli italiani erano quindi, anche in quel caso, in regola.

Il problema è appunto che la Libia ha spostato in maniera arbitraria il confine a 74 miglia ed è sulla base di questa dichiarazione unilaterale e non riconosciuta da altri che avvengono i sequestri. Come ci ha spiegato l’ex comandante della Guardia Costiera, Gregorio De Falco, ora senatore: “È illecito proclamare, senza un accordo precedente, una zona economica esclusiva”.

Per quanto riguarda l’equipaggio ora sequestrato in Libia, la Farnesina, attraverso il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha dato istruzioni all’ambasciatore italiano di adoperarsi per ottenere un "rapido rilascio dei membri dell'equipaggio e dell'imbarcazione, costretta a dirigersi verso Misurata".

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