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Pezzotto: bloccata la tv pirata Zsat. Ecco come funziona lo streaming illegale | VIDEO

Arrestato un palermitano, che avrebbe gestito un traffico di streaming illegale per 11mila utenti in Italia. Noi siamo andati fino in Olanda per raccontarvi come funziona il “pezzotto”, che nel nostro Paese verrebbe usato da 2milioni di utenti

Rischiano sanzioni fino a 30mila euro e possono essere perseguibili penalmente gli 11mila clienti stimati nel giro di streaming illecito riconducibile a un palermitano di 35 anni. Nella stanza da letto dell’uomo è stata trovata dalla polizia di Palermo la sorgente dell’Iptv pirata Zsat, composta da 57 decoder di Sky Italia collegati a apparati per la ritrasmissione su Internet.

Il mercato dello streaming illegale di servizi tv a pagamento, che avviene tramite il cosiddetto “pezzotto” o con chiavette Usb o addirittura via WhatsApp, sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti nel nostro Paese. Si stima che 2 milioni di italiani ne usufruiscano. Il giro di profitti illeciti, legati spesso alla criminalità organizzata, nel 2018 avrebbe superato i 700 milioni di euro.

Come funziona questa pirateria? Ve lo abbiamo raccontato nel servizio di Alessandro Di Sarno che potete vedere qui sopra. Il "pezzotto" è una scatoletta che permette di vedere canali televisivi che dovrebbero essere a pagamento, sia italiani che esteri, pagando appena 12 euro al mese. Viene gestito dagli spacciatori di server della tv pirata. Si tratta di una complessa infrastruttura tecnologica che parte dall’acquisto di abbonamenti genuini che vengono poi riprodotti e rivenduti illegalmente. Facciamo un esempio: i pirati si abbonano legalmente a ciascun network disponibile, come Sky, Dazn e Netflix. Poi inviano quel segnale a dei server all’estero che riescono a moltiplicarlo centinaia e centinaia di volte. Da qui, i flussi pirata arrivano poi dritti dritti nei pezzotti e quindi a casa dei clienti che ne usufruiscono in maniera del tutto illegale. 

Nella casa del palermitano la polizia ha trovato 186.900 euro in contanti nascosti negli scarichi dei bagni e nella spazzatura. L’uomo è stato denunciato per violazione della legge sul diritto d’autore. L’operazione, che vede impegnati gli uomini della sezione financial cybercrime della polizia postale, è un risultato importante per la lotta alla pirateria e al “pezzotto”.

Per contrastare questo fenomeno la Lega di Serie A, l'organo che gestisce i più importanti tornei calcistici per club in Italia, ha stanziato un milione e mezzo di euro per una campagna contro la pirateria tv e lo streaming illegale. Un fenomeno checausa alle squadre italiane danni da 150 milioni di euro l’anno per mancati ricavi.

Nel nostro servizio, Alessandro Di Sarno si è messo sulle tracce di una delle aziende che gestisce questi traffici. A farla da padrona in Europa è l’Olanda, dove si appoggiano la metà dei flussi destinati al nostro Paese. Di Sarno si è spacciato per un potenziale pirata ed è andato in Olanda sulle tracce di una delle aziende che gestisce questi traffici, la Worldstream, con una domanda: sono consapevoli di essere complici di un business illegale legato alla criminalità organizzata? 

Parliamo con il direttore marketing, che ci porta a vedere tutti questi server, che tengono chiusi in una stanza. “Vogliamo ritrasmettere il segnale di alcune pay tv tramite il nostro centro e passare da voi”, ha spiegato Di Sarno. “Certo che si può”, gli rispondono. “Per voi è meglio avere server basici anziché solo server potenti perché se uno dovesse andare offline anche il vostro stream andrebbe uguale”.

L’affare è quasi fatto. Di Sarno chiede discrezione. “Non condividiamo informazioni con nessuno e garantiamo la totale riservatezza”, assicura il manager che ci confida di ricevere oltre 10mila email di abusi al giorno. Ma il fenomeno sembra inarrestabile. 

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