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Piero Pelù: “Canto con Greta Thunberg per difendere l'ambiente” | VIDEO

Alla soglia dei sessant’anni Le Iene intervistano l’eterno diavoletto del rock Piero Pelù, che parla di sesso, di droghe e della sua battaglia “per lasciare il mondo meglio di come lo si è trovato”

Piero “El diablo” Pelù si confessa in una lunga intervista a Le Iene, nel quale ci parla di musica, ma anche di sesso, di droghe e soprattutto di ambiente.

Pietro Pelù, in arte “Piero”, classe 1962, dice di sentirsi a volte “un ottantenne” e di non riuscire più a “uscire tutte le sere con gli amici e fare casino, perché gli amici mi hanno abbandonato”. Ma lo spirito e le energie sono quelle di un ragazzino irriverente.

Quando gli chiediamo del numero di accoppiamenti alla settimana lui, ridendo sotto ai baffi, dice “sono ancora una bella bestiaccia”.

Piero ha quasi 60 anni ma rimane fedele alla sua natura: non rinuncia né ai suoi lunghi capelli né ai pantaloni in pelle, che usa quando va in moto.

Ma avere quasi sessant’anni ha i suoi innegabili vantaggi: “A fermarmi per strada non sono solo le ragazze, ma anche le mamme e pure le nonne”.

Poi parliamo di ambiente, alla vigilia dell’uscita del pezzo “Pic Nic all’inferno”, nel quale duetta con Greta Thunberg, la 16enne svedese simbolo del movimento per la difesa dell’ambiente “Fridays for Future”. Nel brano Pelù ha campionato e inserito alcuni passaggi del discorso tenuto nel 2018 da Greta alla Conferenza di Katowice sul clima. Un brano in cui l’artista definisce la giovanissima attivista come una “piccola guerriera scesa dalla Luna, alla Casa Bianca forte come un manga”.

Di lei dice: “La ringrazio sempre di avere accettato di prendere parte a questo duetto assolutamente improbabile. Greta nella mia canzone dice ‘ci avete ignorato in passato e ci ignorerete ancora ma noi non siamo troppo piccoli per fare la differenza’”.

Anche l’artista contribuisce alla battaglia in difesa dell’ambiente, con piccoli e inaspettati gesti quotidiani: “Qui lo dico e qui lo affermo. Mi lavo i capelli una volta all’anno, il primo dell’anno,  i miei capelli hanno un equilibrio fantastico, sentire per credere. Non ci crede nessuno a questa cosa ma vi dico che avrete meno impatto sull’ambiente, vi brucerete meno la cute, io nutro i miei capelli con l’olio d’oliva”.

“Ma  a 16 anni cosa hai fatto tu per l’ambiente?”, gli chiediamo a bruciapelo. “Da giovane ho fatto il boyscout e quindi raccatto quintali e quintali di merda sulle spiagge , sui sentieri di montagna, nelle campagne. Mi sembra di sottrarre negatività al mondo”. E allora lo sottoponiamo a una prova di ecologismo. Piero dice di fare la raccolta differenziata casa, insieme alle figlie, di chiudere sempre l’acqua del rubinetto mentre lava i denti e di spegnere la spia del televisore, di notte. 

Quando gli chiediamo se il rock è davvero morto, risponde: “Il rock è morto e risorto milioni di volte”. Rispetto alla triade legata storicamente alla musica, sesso droga e rock & roll, la mette rigorosamente in questo ordine “sesso, rock & roll e un po’ di vino… e ogni tanto anche un cannino…”.

La più grande rockstar vivente? “È Iggy Pop e  tra gli italiani, almeno a guardare i numeri, Vasco Rossi”.

Piero Pelù conferma che non si butterà anche lui sul rap: “mi butto dal palco, che è molto rock, rischiando le costole ogni volta. Sfido i rapper a farlo”.

Gli chiediamo allora del suo collega Ghigo e della formazione storica dei Litfiba, e lui ci rassicura: “I Litfiba sono in pausa, come succede a tutte le band del mondo. Tranquilli che nel 2020 e 2021 hai voglia i festeggiamenti…”.

Parliamo finalmente di donne. “Ho conosciuto mia madre, ho conosciuto le madri delle mie figlie e mia moglie. Non sono mai stato con gli uomini. La cosa più gay che ho fatto? Avere un casino di amici gay”. Piero si dice “assolutamente favorevole ai matrimoni gay” e alle adozioni. 

Bocca cucita sulla politica, non ci vuole dire per chi ha votato l’ultima volta. E alla domanda “Renzi o Salvini?” risponde con un secco “passo”.

Si dice monogamo, lui che si è sposato alla soglia dei 60 anni. Ma non era lui che cantava “l’anello no, no non te lo do, l’anello no, scordatelo?”. “Esatto, ora canto l’anello sì, sì mettilo qui”, e mima un gesto inconfondibile, degno del suo intramontabile spirito dissacrante.

Piero, che ha tre figlie femmine, dice di non  avere problemi se gli dovessero presentare un fidanzato musulmano o uno rom, ma sullo juventino, lui che è uno sfegatato tifoso della Fiorentina, la risposta è diversa: “Non vedo l’ora di tirargli le orecchie”.

Il suo calmante naturale è il sesso, insieme ad uno strano infuso fatto con i semi dei papaveri,  “un oppiaceo naturalissimo” . Piero racconta di avere perso tanti amici per l’Hiv, “per problemi sessuali ma anche per siringhe sbagliate”. E a chi usa droghe pesanti rivolge questo messaggio: “Ragazzi, ma cosa cazzo vi fate l’eroina nel 2019, eroina e cocaina e pastiglie sono la peggiore merda, mollateli”.

Alla fine dice che vorrebbe essere ricordato “per qualche canzone scritta, per qualche esempio dato e sennò arrivederci e grazie”.

Il prossimo tour di Piero Pelù inizierà da Roma il 13 novembre, con sei date. E del concerto strage di Sfera Ebbasta a Corinaldo dice: “Anche se avete il biglietto ma vedete un posto che è troppo pieno di gente, vuol dire che gli organizzatori se ne approfittano. Incazzatevi , fatevi restituire il biglietto e mandate tutti affanculo.”

E poi chiude l’intervista a Le Iene con una  massima piena della saggezza di un quasi sessantenne: “Il senso della vita è lasciare il mondo meglio di come l’hai trovato”.

E a Le Iene dice “continuate sempre a rompere in coglioni a chi se lo merita”.

I medici legali di Tor Vergata avrebbero trovato una ferita di 7 centimetri sul cuore del 21enne ucciso a Colleferro e gli organi interni tutti lesionati. A parlarci della brutalità del branco che avrebbe infierito su Willy Monteiro Duarte era già stato un testimone indiretto della rissa: “Gabriele gli ha dato un calcio al torace e un pugno alla tempia, poi una volta a terra lo hanno colpito tutti”

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