Pillole per dimagrire, al via processo contro il farmaco avrebbe ucciso più di 2mila persone
Dopo dieci anni dallo scandalo che ha travolto il Mediator, inizia a Parigi il processo contro il laboratorio francese Servier. Le perizie parlano di 2.100 morti che sarebbero legate alla pillola per il diabete prescritta per perdere peso. Dell'industria dei farmaci usati a scopo dimagrante e delle gravi conseguenze che possono avere vi abbiamo parlato con Liza Boschin
Prendere un farmaco per dimagrire e ritrovarsi con problemi al cuore e ai polmoni. O arrivare addirittura a morire. Si è aperto ieri a Parigi il processo sul Mediator, un antidiabetico prescritto per anni come cura per dimagrire. Lo scandalo che ha travolto l’industria farmaceutica francese è scoppiato ben dieci anni fa, ma solo ora le tantissime persone che denunciano di esserne vittime possono finalmente chiedere giustizia. O meglio, possono chiederla quelle che ci sono ancora. Le morti legate alla pillola anti-fame, infatti, sarebbero davvero tante. Le autorità sanitarie francesi stimano che siano 500, ma le ultime perizie giudiziarie parlano di 2.100 morti.
I pazienti che sono sopravvissuti devono ora combattere contro i gravi effetti collaterali che sarebbero stati causati dal Mediator, come ipertensione e lesioni alle valvole cardiache. Nel corso del processo, che vede imputato il laboratorio Servier con l’accusa di aver nascosto gli effetti collaterali del farmaco, saranno ascoltati più di 100 testimoni. Ma il numero di chi si è costituito parte civile è molto più alto: 2.700 persone. Oltre al gruppo Servier, che dal 2012 ha già versato 131 milioni di euro come risarcimenti, anche l’Agenzia nazionale di sicurezza del farmaco è sotto accusa.
Il gruppo Servier è sospettato di aver venduto per trent’anni anni il farmaco pur consapevole degli effetti collaterali. In Francia, tra il 1976 e il 2009, il Mediator è stato somministrato a circa 5 milioni di persone. Nel 2009 è stato finalmente vietato e ritirato dal mercato francese, mentre nel nostro paese era stato messo al bando nel 2003.
“Non ho mai recuperato al 100%, ci sono tante cose che non posso più fare”, ha raccontato una delle vittime, Martine Cabarbye, al quotidiano francese Libération. La donna, ora 62enne, ha preso il Mediator per dimagrire. L’effetto è stato immediato: in qualche settimana è arrivata a perdere 15 chili, ma i presunti effetti collaterali sono stati devastanti. Problemi polmonari e un’operazione al cuore, che non tornerà più come prima.
Del business miliardario delle diete e di quanto possa essere pericoloso ci siamo occupati anche noi de Le Iene. Nel 2017, con Liza Boschin, abbiamo incontrato Tiziana, una delle migliaia di donne italiane che per perdere qualche chilo si è rivolta a un medico. “Ho iniziato a prendere queste pastiglie dopo la gravidanza perché mi erano rimasti dei chili di troppo”, ci ha raccontato nel servizio che potete vedere qui sopra. “Una mia amica mi ha consigliato questo medico di Ravenna”. Tiziana segue il consiglio e fa una visita. “Mi ha prescritto una dieta e dei farmaci: dovevo prendere 2 pastiglie tre volte al giorno. Erano delle preparazioni galeniche, che sono quelle che fanno i farmacisti nei loro laboratori. Inizio subito a star male, mi vengono mal di testa e nausea”. Tiziana si spaventa e chiama subito il suo medico. “Mi ha detto di interrompere perché molte di quelle sostanze erano vietate per scopi dietetici”. Nei flaconi che le erano stati prescritti, infatti, c’erano anche psicofarmaci e sostanze dopanti della famiglia delle anfetamine. Sono sostanze vietate dal ministero della Salute se usate a scopo dimagrante.
Decidiamo di andare anche noi dal medico che le ha prescritte per chiedere un trattamento dimagrante. Dopo una veloce visita, alla nostra complice vengono prescritti dei farmaci dimagranti. “Può perdere anche 6-7 chili al mese”, ci assicura l’assistente del medico. Ma quando chiediamo al professore Michele Carruba, farmacologo e tossicologo dell’Università di Milano, di analizzare i flaconi che ci sono stati prescritti, rimaniamo di sasso. “Sono 19 farmaci messi tutti insieme. C’è anche la pseudoefedrina, che è della stessa famiglia dell’anfetamina. Mescolando tutte queste sostanze si crea una situazione di tossicità nell’organismo che ti fa perdere peso. Ma dimagrisci perché l’organismo funziona male. Questi flaconi presi insieme possono dare tachicardia, difficoltà a dormire, ipertensione e arrivare anche a problemi cardiaci piuttosto complessi”. Proprio come è successo a un’altra donna intervistata da Liza Boschin, Katia. Dopo aver preso un farmaco dimagrante, la donna non riusciva quasi neanche a parlare. Vomito, mal di testa, e poi un ictus al cervello. “A destra è tutto morto”, ci dice. “Le medicine mai, non fatelo più. Non ne vale la pena”.