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Sapevi che mangi la plastica tutti i giorni?

Secondo dei recenti studi sulle particelle microplastiche si è scoperto che sono presenti anche all’interno di cibi e bevande e di conseguenza all’interno del nostro corpo. Ingeriamo e respiriamo circa 50.000 particelle di plastica all’anno

Uno studio condotto dal ricercatore Kieran Cox, pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology, nato per stimare l’ingestione di particelle di plastica da parte dell’uomo, ha rivelato per la prima volta che la maggior parte delle persone mangia almeno 50,000 particelle di microplastica all’anno e ne respira la stessa quantità.

I ricercatori, infatti, hanno trovato microplastiche da qualsiasi parte: nel terreno, nell’aria, nei fiumi, negli oceani, nei rubinetti, nelle acque in bottiglia, nel pesce e nella birra. Recentemente, per la prima volta, sono state trovate delle particelle anche all’interno di feci umane e ciò confermerebbe la presenza di esse all’interno del nostro corpo. 

Per microplastiche si intendono dei piccoli frammenti ottenuti dalla degradazione della plastica abbandonata nell'ambiente, ma anche di quella delle bottiglie d'acqua ancora piene e del packaging alimentare. 

Gli impatti sulla salute derivanti dall’ingestione di microplastiche però sono al momento sconosciute, ma vi è la possibilità che esse possano rilasciare diverse sostanze tossiche. “Alcuni pezzi sono abbastanza piccoli da penetrare nei tessuti umani, dove potrebbero scatenare reazioni immunitarie”, dichiara Cox.

I dati che però più colpiscono di questa ricerca sono quelli relativi all’acqua: è stato provato che all’interno delle bottiglie si trovi circa il 22% in più di microplastiche rispetto all’acqua del rubinetto. Una persona che beve solo acqua in bottiglia ingerirebbe circa 130.000 particelle all'anno, rispetto ai 4.000 di acqua del rubinetto.

“È una notizia che dovrebbe scuoterci”, ha scritto Muhammad Yunus, il premio Nobel per la pace 2006. “Ora sappiamo che la plastica che torna da noi attraverso l’acqua potabile. Abbiamo una via d’uscita?». 

Questa scoperta rappresenta solo l’ultimo campanello d’allarme. Nel servizio di Gaston Zama dedicato all’emergenza plastica, si era stimato che ogni anno circa 8 milioni di materiale plastico finisce nei nostri mari. Oggi, in seguito a questa nuova ricerca sulle particelle microplastiche, sappiamo anche che come nei mari, anche nei nostri corpi si depositano molti di residui plastici.  

La plastica è un materiale che è destinato a durare per centinaia di migliaia di anni. Ma noi la usiamo principalmente come materiale “usa e getta” ed è questo il problema. Dato che la plastica non si biodegrada mai, tutta quella che è mai stata creata esiste ancora e una parte finisce nel nostro organismo.

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