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Sicurezza ponti A25: nuova indagine sui vertici dell'autostrada

Dopo il nuovo sopralluogo sotto i ponti della A25 per valutare le condizioni di sicurezza, la Procura di Pescara (dopo quelle di L’Aquila e Teramo) ha aperto un fascicolo a carico dei vertici di Strada dei Parchi

Le condizioni di sicurezza di alcuni ponti della A25 finiscono sotto la lente della Procura di Pescara. Al centro della nuova inchiesta ci sono ancora una volta i vertici di Strada dei Parchi che gestiscono l’autostrada assieme alla A24. Dopo il crollo del ponte Morandi, noi de Le Iene ci siamo occupati dello stato dei viadotti italiani. Filippo Roma si è concentrato su quelli delle due direttrici che collegano il Lazio all’Abruzzo. La Iena con alcuni testimoni ha documentato come i pezzi di calcestruzzo si riescano a spezzare con le mani, neanche fossero dei biscotti. Di questa allarmante situazione ne ha parlato con il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

A distanza di un paio di mesi da quel sopralluogo, è stata compiuta un’altra ispezione lungo la A25. Sotto la lente sono finiti sei viadotti nel territorio di Bussi, Popoli e Alanno. A certificare le loro condizioni di sicurezza e di staticità spetterà a Bernardino Chiaia, che è \stato nominato come perito. Ai fascicoli aperti dalle procure di L’Aquila e Teramo, ora si somma quello depositato a Pescara che vede indagati i vertici di Strada dei Parchi. 

Non esiste alcun attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. Si evocano disastri che non ci sono mai stati, e che non potranno accadere perché è stata accertata la piena sicurezza dei due tracciati autostradali”, commentano da Strada dei Parchi. “E’ invece urgente avviare i lavori di messa in sicurezza anti-sismica, la cui copertura finanziaria, ad oggi non è ancora resa disponibile, nonostante le rassicurazioni del ministro, e inserita nel decreto Genova dell’ottobre scorso”.

Nei mesi scorsi la società ha affidato all’Università dell’Aquila le prove di carico che misurano la resistenza delle strutture, e si attendono ancora i risultati. Nel frattempo, però, Strada dei Parchi continua ad accusare chi ha messo in luce la pericolosità delle infrastrutture: “Da mesi è in corso una campagna di allarme sociale, messa in piedi da sedicenti esperti e tecnici”.

Ce l’hanno forse con noi de Le Iene? Nel primo servizio Filippo Roma con il caschetto in testa è andato a vedere quei ponti da vicino accompagnato dall’ingegnere Tommaso Giambuzzi. Tra i primi che verifichiamo c’è il viadotto Macchia Maura, dove il ferro contenuto nel cemento armato si sgretola appena lo si tocca. “Non c’è niente che resiste”, dice l’esperto. Nello stesso stato è anche il ponte Santa Croce sulla A25, da cui si staccano i pezzi di calcestruzzo. 

“In questi frammenti c’è anche ferro che si spezza”, mostra Giambuzzi. E riesce persino a spezzarlo a mani nude. Il nostro tour procede sotto il viadotto di Cocullo. Ad attenderci c’è un pilone il cui lo scheletro di metallo è completamente visibile. “Il problema è capire quanto sia deteriorato al suo interno”, spiega l’ingegnere. 

Invece nel secondo servizio, un operaio addetto alla manutenzione dei viadotti rilancia l’allarme: “Ai miei amici dico: ‘Se ci passate sopra, accelerate! Io cerco di non passarci proprio”. “Se c’è un sisma nessuno dei viadotti regge”, sostiene Placido Migliorino, capo ispettore del ministero dei Trasporti. “C’è un deperimento dei viadotti molto accentuato”, denuncia Augusto De Sanctis, coordinatore di No Toto Autostrade. “La preoccupazione è alta, abbiamo fatto un esposto per chiedere al ministero lo stato di sicurezza”. 

Dopo Filippo Roma, a distanza di due mesi sotto i ponti della A25 sono arrivati anche i tecnici della procura che dovranno ora chiarire se sono sicuri. L’allarme non è solo per un terremoto, in una zona a elevato rischio sismico, ma perfino per il passaggio di carichi particolarmente pesanti.

Guarda qui sotto i due servizi completi di Filippo Roma sui viadotti delle A24-A25.

 

L'ultima puntata

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