Pontida e polemiche: vi ricordate Pif e Borghezio 15 anni fa? | VIDEO
Ieri il nuovo raduno leghista a Pontida, “uno dei più belli di sempre” per Matteo Salvini, con 80mila persone ma anche insulti antisemiti a Gad Lerner e un giornalista di Repubblica aggredito. Con Pif nel 2006 siamo andati alla festa del Carroccio, dove i protagonisti erano diversi, ma i toni non molto
Matteo Salvini l’ha definita “la più grande Pontida di sempre”. Anche se durante il tradizionale raduno leghista un giornalista di Repubblica, Antonio Nasso, è stato aggredito da alcuni militanti leghisti. Anche se Gad Lerner, arrivato nel pratone dove si tiene il raduno, è stato “accolto” con insulti antisemiti. “Ebreo, massone, comunista, straccione”, gli hanno urlato decine di militanti, tanto che il giornalista è stato scortato fino all’area stampa dallo staff della Lega. Non importa, per Salvini il raduno del Carroccio stavolta è stato davvero “pazzesco”. E sugli insulti a Gad Lerner ha commentato che “questi qua non sono giornalisti. Spesso e volentieri sono calunniatori”.
“Questa è l’Italia che non chiede l’elemosina ma che chiede lavoro e dignità per i suoi figli”, ha detto il segretario della Lega durante il suo intervento di 40 minuti. “Sfideremo i traditori chiusi nel palazzo. Questa è una delle più belle Pontida di sempre. Col coraggio di essere liberi”. Tra le critiche al governo giallorosso e l’impegno a perseguire le sue battaglie, decreto sicurezza e sistema maggioritario, Matteo Salvini ha citato anche Giovanni Paolo II, quando da Santiago de Compostela disse che l’Europa “o è cristiana o non è” e Oriana Fallaci, i cui libri dovrebbero secondo il segretario essere adottati nelle scuole come libri di testo.
Sui migranti Salvini attacca la sinistra, dove starebbero “schiavisti e colonialisti”, perché “i comunisti di oggi non parlano più agli operai ma ai banchieri”.
Noi ci ricordiamo in particolare un’altra Pontida, dove è andato per noi nel 2006 Pif. Certo, il panorama era diverso: il sogno della Iena era incontrare l’allora segretario della Lega Umberto Bossi. Ce l’ha messa tutta Pif, affrontando, rigorosamente in tenuta verde-Padania, la pioggia e le intemperie. Ma il suo tentativo di raggiungere il palco è stato inutile.
Pif non si è dato per vinto ed è riuscito a incrociare Mario Borghezio. Anche nel raduno di ieri l’esponente leghista non ci è di certo andato leggero (fosse per lui andrebbe “a Roma con le baionette”), nel 2006 si era spinto già oltre. Avvicinato Pif, gli confidava in un orecchio: “Viene il giorno che spariamo, altro che moderato”. Sono passati quasi 15 anni, ma certe cose non cambiano mai.