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Continuavano a prostituirsi nel locale dopo blitz de Le Iene: quattro anni di reclusione |VIDEO

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Gianni Molesini, gestore del Disco Pub Marylin di Correggioli, è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di carcere per aver consentito la prostituzione nel suo locale. Luigi Pelazza aveva mandato lì la sua complice

Gianni Molesini, gestore del locale Disco Pub Marylin a Correggioli, in provincia di Mantova, è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per favoreggiamento e induzione alla prostituzione. Il locale, che prima si chiamava Red Devil, era già stato al centro di molte polemiche nel 2013, quando Luigi Pelazza aveva infiltrato una sua collaboratrice, Stefania, all’interno del night club, come potete vedere nel servizio qui sopra.

“Anni fa c’erano spettacoli e le ragazze si esibivano, poi abbiamo capito che era solo una grande spesa... A nessuno interessava, venivano tutti per un solo scopo”. Così aveva detto la maitresse del locale all'infiltrata de Le Iene. “Il privé è la fonte principale di guadagno del locale” aveva confessato, precisando: “Non lo chiamerò mai in un’altra maniera perché non mi piace”. E cosa succedeva nel privé? Prestazioni sessuali da parte delle ragazze al prezzo di 100 euro, così spartiti: 75 alla ragazza e 25 al tenutario.

Questo avveniva nel 2013. Poi il locale ha cambiato nome, diventando Disco Pub Marylin, ma la filosofia è rimasta la stessa. Grazie a un blitz dei carabinieri avvenuto nemmeno un anno dopo, i militari di Ostiglia e Gonzaga hanno trovato nel locale clienti in atteggiamenti espliciti. Il nuovo gestore Gianni Molestini, 48 anni di Sermide, e il suo collaboratore Albino Rossi, 63 anni di Melara, erano finiti a processo con le accuse di sfruttamento e reclutamento della prostituzione. I due uomini avevano consentito la prostituzione all'interno del locale di circa una decina di donne dall’estate del 2014 fino all’8 novembre dello stesso anno.

E’ stato il collegio di giudici, come riferisce la Gazzetta di Mantova, a condannare Gianni Molesini a quattro anni e quattro mesi di reclusione oltre a quattromila euro di multa. Molesini ha inoltre l’aggravante di non aver provveduto a indicare le uscite di emergenza del suo locale e non aver rispettato le norme previste dalla Siae. Diversa invece la sorte toccata al suo collaboratore Albino Rossi, che è stato assolto per aver ceduto in affitto l’attività e quindi era “all'oscuro dei fatti”.

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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