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"Per le sue fake news ho perso tutto”. Due donne contro Proto | VIDEO

Dopo la storia di Anna, malata di cancro che ha dato ad Alessandro Proto tutti i suoi risparmi per la chemioterapia, un’altra vittima racconta a Veronica Ruggeri di avergli fatto 237 bonifici. I soldi sarebbero stati inviati anche alla moglie Stella Ramirez

“Se io avessi fatto questa intervista in febbraio, la storia di Anna non ci sarebbe stata”. Lo sostiene una nuova testimone sulla vicenda di Alessandro Proto. Si è decisa a parlare dopo aver visto il servizio di Veronica Ruggeri con il racconto di Anna, malata di cancro, a cui il re delle bufale avrebbe spillato oltre 130mila euro necessari per la chemioterapia.

Tutto questo si sarebbe potuto evitare perché negli stessi giorni in cui Proto inizia a “lavorarsi” Anna, un’altra la ragazza lo denuncia: “Gli ho fatto 237 bonifici. “Ho perso più di 130mila euro”. Ha un’identità protetta per le minacce che avrebbe ricevuto da lui.

“Avevo letto che lui lavorava con Warren Buffet, così ho comprato delle azioni”, racconta la testimone svedese. Proto le avrebbe spillato i primi 5mila euro garantendole di guadagnare il doppio in breve tempo. Poi, continua la donna, le propone di aprire un conto su cui mettere i guadagni appena fatti e per rassicurarla le fa arrivare gli sms degli accrediti della banca.

“Ci siamo incontrati per la prima volta in un hotel. Il mio primo investimento è stato di 60mila euro, mi aveva promesso il 3% di guadagno. Ricevevo i messaggi con gli accrediti, ma non la carta di credito”. Proto le avrebbe fatto credere che il corriere si fosse presentato più volte a casa sua, senza trovarla. “Nel frattempo la banca mi risponde che l’Iban non corrisponde al conto su cui sono stati accreditati i soldi: mi dicono che non le hanno mai mandato gli sms. Contatto Proto. ‘Andrò in banca a verificare che tutto sia in regola’, mi dice. Quell’incontro non avverrà mai perché si inventa di essere stato arrestato”. Così alla nostra testimone non resta che mettersi in contatto con l’avvocato di lui che gli chiede soldi per liberarlo. In tutto, dice, avrebbe perso olter 500mila euro.

Anche in questa storia Proto tira in ballo malattie, figli, funerali che non riesce a pagare. E arriva a inviarle un certificato di morte del figlio smentito dal Comune. Arrivano anche le minacce: “È arrivato a chiamare mia mamma di notte e ai vicini. Quando non potevo più pagarlo ha iniziato a mandarle minacce e insulti”.

“Ammazzo te e tutti”: dopo questo messaggio, lei ha deciso di denunciarlo. Per queste minacce danno alla ragazza un’identità protetta. Secondo l’avvocato, Proto avrebbe agito con la collaborazione di un’altra donna: Stella Ramirez, la moglie. Noi siamo andati a cercarla senza trovarla.

Sono passati intanto 6 mesi dall’ultima volta che abbiamo visto Anna. “Bisogna rallentare un attimo perché così non ce la faccio più”, dice appena ci vede. Ha incontrato Alessandro Proto quando era già affaticata dalla chemio per combattere il cancro. Inventandosi una storia che sembrava un film lui è riuscito a spillarle 130mila euro, tutti i risparmi di una vita. Le ha detto di avere avuta una figlia morta di cancro che si chiamava come lei. Le chiede dei soldi, una richiesta che ad Anna riaccende la speranza di sentirsi utile per qualcuno. Proto inizia a parlarle anche del figlio, che dice sia stato allontanato da lui dai servizi sociali. È tutto falso, ma Anna che lo ignora invia tutti i soldi a ogni richiesta: “Mi servivano per una chemioterapia sperimentale in America”.

“Lui invoca una sorta di dipendenza dal gioco quale giustificazione del suo operato”, ci dice Anna in una lettera che ha scritto a Le Iene poco tempo fa. L’abbiamo incontrata all’ospedale al San Raffaele. “Il cancro è andato avanti e probabilmente sarà più veloce del previsto”, ci racconta. “Quei soldi mi servivano per curarmi: è come se mi avesse sparato”.

Quando avevamo incontrato anche noi Alessandro Proto, ci aveva raccontato molte cose che non vi avevamo mostrato. “Sono disponibile a ridare questi soldi che mi sono stati dati lecitamente solo se ci sono le telecamere”, ha detto quest’estate in un video su Instagram. Noi questa opportunità gliel’avevamo già data, lui l’ha respinta.

A metà giugno, la Guardia di Finanza lo arresta. “Vedendolo in manette mi sono messa a piangere, il cuore mi batteva a 3mila all’ora. Ero felice che altre persone non cadessero in questa vicenda terribile”, dice Anna.

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