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Psicofarmaci da sballo: ecco come funziona il mercato illegale | VIDEO

“Adesso le benzodiazepine sono alla portata di tutti”. Andrea ci racconta come ha iniziato a usare psicofarmaci con la cocaina senza aver mai avuto una ricetta medica. Abbiamo documentato la facilità con cui si può trovare lo Xanax nelle strade di Roma

“Quando stai in mezzo alle benzodiazepine, quando è tanti anni che ne fai uso, in quel momento non vedi nulla”. Le benzodiazepine sono una classe di psicofarmaci che vengono solitamente utilizzati per curare stati mentali gravi come ansia o insonnia. Sono farmaci legali che devono però essere assunti solo su prescrizione medica. Nel servizio di Gaetano Pecoraro di martedì 3 dicembre vi abbiamo raccontato l’uso e l’abuso degli psicofarmaci, parlando con alcune persone che avevano iniziato a prenderli per curare patologie mentali e hanno poi sviluppato una vera e propria dipendenza.

Nel servizio che vedete qui sopra approfondiamo un altro aspetto degli psicofarmaci e in particolare delle benzodiazepine: il mercato illegale di questi farmaci legali. “È il mercato grigio”, spiega Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini, l’Agenzia nazionale per la tossicodipendenza della Croce Rossa Italiana. 

“La benzodiazepina viene spesso usata per sconvolgersi, per entrare in uno stato sognante”, sostiene Barra. Proprio come ci racconta il nostro intervistato, che chiameremo Andrea, che ha iniziato a fare uso di benzodiazepine per scopi tutt'altro che terapeutici. “All’inizio le prendevo per smorzare la cocaina. Dopo poco tempo ho fatto assuefazione e ho sentito che mi servivano. Perciò ho iniziato a prenderle nella normalità, senza cocaina. Le Roipnol le ho conosciute molto giovane, avevo 14 anni”. Il Roipnol è appunto uno psicofarmaco appartenente alla famiglia delle benzodiazepine che serve per curare, ad esempio, l'insonnia grave. “Andava di moda quarant’anni fa”, spiega Barra. “Adesso ci sono lo Xanax e il Rivotril, ma è solo una questione di moda. Il problema resta lo stesso: allontanarsi dalla realtà”.

“All’inizio di questi farmaci ne prendevo due, tre al giorno”, racconta Andrea, che ora, ci dice, “è 28 mesi che non tocco più nulla”. Ma aveva sviluppato una vera e propria dipendenza da benzodiazepine. “Dopo qualche mese ho cominciato a prenderne dieci, quindici al giorno. Senza non stavo bene con me stesso: mi sudavano le mani, non potevo dormire. Andavo in astinenza, ero arrivato al punto addirittura che non le ingerivo più, me le facevo sciogliere in bocca”. E tutto questo, racconta Andrea, senza aver mai avuto una prescrizione medica. “Ne giravano tante di ricette, bastava che qualcuno riuscisse a fregare un ricettario mentre si trovava dal medico e poi le scrivevamo noi”.

E che la falsificazione di ricette sia un problema reale ve lo mostriamo andando nei pressi della stazione Termini a Roma. Qui, nel tentativo di procurarci dello Xanax senza prescrizione, troviamo un ragazzo che non solo ci vende la sua ricetta originale, ma ci spiega anche come falsificarla. “Vai in tipografia, prendi i fogli bianchi, le ricette sono 15 per 20. Vai da ***”, e fa il nome di una tipografia di Roma. “Ti fai fare un timbro falso come ho fatto io: dottor, che ne so, Amilcare Rossi. Una volta che hai il timbro con lo stampino metti timbro qui, timbro qua e scrivi un nome inventato, Ugo Rossi. Io dalle ricette che facevo sai quanti soldi ci guadagnavo…”. Anche perché “lo Xanax va di moda, se lo pigliano tutti”.

“Adesso è alla portata di tutti”, conferma Andrea. “Mi è capitato anche di vedere ragazzetti di 13 anni, 14 anni che a Trastevere prendevano la scatola del Rivotril”. Così ci siamo fatti un giro anche noi nel cuore di Roma. Trovare chi potesse procurarci lo Xanax si è rivelato davvero facile. “Lo Xanax, ce l’avete?”, chiede il nostro complice a un gruppo di persone visibilmente non lucide. “Sì, quanto te ne serve?”, risponde uno di loro. Proponiamo cinque euro. Ma la nostra proposta, evidentemente troppo bassa per loro, non viene accolta bene e non ci danno retta. Ma basta spostarsi di poco e troviamo un altro ragazzo che può aiutarci. “Lo Xanax sono 15 o 20 euro a scatola”, ci dice. Chiudiamo e 15 e gli diciamo che torneremo con i soldi. “Io te li porto tutti staccati”, dice riferendosi alle pasticche. “Perché sennò mi mandano in galera”. 

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