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Quagliarella, arrestato lo stalker poliziotto: un incubo durato 10 anni | VIDEO

È stato arrestato Raffaele Piccolo, il poliziotto di 54 anni condannato in via definitiva per essere stato lo stalker di Fabio Quagliarella, l’ex attaccante del Napoli oggi alla Sampdoria. Per il calciatore è la fine di un incubo terribile durato oltre 10 anni, che ha raccontato per la prima volta a Le Iene a Giulio Golia

L’incubo durato 10 anni del calciatore Fabio Quagliarella è finito con l’arresto del suo stalker, un agente della polizia postale. Raffaele Piccolo, 54 anni, deve scontare la pena per atti persecutori, calunnia e sostituzione di persona. Da lui partivano le accuse infamanti di commistioni con la camorra, di festini, di tradimenti e perfino di pedofilia nei confronti dell’attuale attaccante della Sampdoria e proprio per questa vicenda ex del Napoli.

Sono passato per l’infame della situazione, e fa male davanti alla propria gente”, diceva Fabio Quagliarella raccontando per la prima volta il dramma di stalking che aveva vissuto in un'intervista esclusiva a Giulio Golia, che potete vedere qui sopra. Quando a fine stagione 2010 Quagliarella, 36 anni di Castellammare di Stabia, viene ceduto dal suo amato Napoli alla Juventus in tanti gridano al tradimento. Ma la verità è un’altra, è sconvolgente. E Quagliarella ha deciso poi di raccontarla per la prima volta proprio a Le Iene.

L’incubo dell'attuale capitano della Sampdoria è durato quasi 10 anni, da quando ha iniziato a essere perseguitato da Raffaele Piccolo, un agente della polizia postale che Fabio aveva conosciuto per un problema di password con il suo pc. Raffaele sa farsi volere bene: gli risolve quel problema con il pc e a poco a poco i due diventano amici, tanto che Fabio gli apre addirittura le porte di casa sua. Un errore, perché poco tempo dopo alla casella postale del calciatore iniziano ad arrivare centinaia di lettere anonime con immagini di bambine nude e accuse durissime: “Sei un pedofilo, e anche invischiato con camorra, droga e calcio scommesse”. Le minacce di morte per Fabio arrivano anche al papà di Fabio: “Gli spariamo in testa” e “Adesso mettiamo una bomba nel suo palazzo”. Una volta lo stalker fa trovare sotto casa sua una bara con sopra la foto di Fabio: un incubo senza fine, mentre il poliziotto apparentemente cerca di difenderlo, dicendogli che se ne occuperà di persona.

Piccolo è abilissimo a fare la parte dell’amico preoccupato e allo stesso tempo cerca di seminare zizzania in casa, arrivando ad accusare un grandissimo amico di Fabio addirittura presso la direzione distrettuale antimafia di Castellammare di Stabia, facendolo passare per un affiliato dei clan camorristici. Quelle stesse lettere contenenti accuse infamanti verso Fabio venivano mandate anche alla sede del Napoli. Tanto che un giorno all’improvviso (alla vigilia di una partita del Napoli in Svezia) la società gli annuncia di averlo venduto alla Juventus.

Da quel giorno, e fino all’intervista con Le Iene, i suoi amatissimi tifosi napoletani lo avevano sempre bollato con il marchio dell’infame, che abbandona la squadra per le lusinghe della Vecchia Signora. “Mi immaginavo capitano del Napoli, se non ci fosse stata tutta questa vicenda sarei ancora lì a giocare. Quell’anno avevo fatto 11 goal, ma è come se ne avessi fatti 100 perché la gioia dei tifosi era enorme”, dice Fabio. Lui sarebbe rimasto per sempre nella sua terra, se n’è andato solo con la speranza che la verità sarebbe venuta a galla. “Come glielo racconti alla gente? Nessuno mi crederà mai”, si chiedeva.  

Poco dopo la sua cessione alla Juve, un giorno, il padre di Fabio inizia a sospettare proprio di quell’amico poliziotto, e quando si reca in Questura scopre che le centinaia di denunce che avevano fatto insieme a lui non erano mai state depositate. Poco tempo dopo l’uomo viene condannato per stalking a 4 anni e 8 mesi di carcere. Oggi è stato arrestato e l’incubo dopo 10 anni è davvero finito. Come Quagliarella, nel mirino dello stalker seriale sono finite anche altre vittime come imprenditori e professionisti.

Il 26 settembre la condanna per Piccolo è diventata definitiva. Nel frattempo Quagliarella si è preso qualche altra rivincita: l’anno scorso è stato capocannoniere delle serie A ed è tornato anche nel giro della Nazionale. Pensando sempre al suo Napoli e a cosa potrebbe essere stata la sua vita e la sua carriera senza questa allucinante persecuzione durata dieci anni.  

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