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Italia-Lichtenstein 6-0. Lo show e il dramma stalking di Quagliarella

Fabio Quagliarella festeggia con una doppietta il suo ritorno in Nazionale nella vittoria dell'Italia per 6-0 con il Lichtenstein nelle qualificazioni per gli Europei. Ricordate il dramma che ha vissuto per 5 anni per colpa di uno stalker? Lo raccontò in esclusiva a Giulio Golia

“Sono passato davanti alla mia gente per l’infame della situazione, e credimi fa male!”, diceva Fabio Quagliarella in un'intervista esclusiva a Giulio Golia raccontando per la prima volta il dramma di stalking che aveva vissuto.

Quagliarella ora fa festa tornando a indossare la maglia della Nazionale e segnando pure due gol nel 6-0 con cui l'Italia ha battuto il Lichtenstein a Parma nelle qualificazioni per gli Europei. 

Quando a fine stagione 2010 Fabio Quagliarella viene ceduto dal suo amato Napoli alla Juventus, in tanti gridano al tradimento. Ma la verità è un’altra, è sconvolgente, e Quagliarella decide di raccontarla per la prima volta proprio al nostro Giulio Golia.

L’incubo dell'attuale capitano della Sampdoria è durato quasi 5 anni, da quando ha iniziato ad essere perseguitato da Raffaele Piccolo, un agente della polizia postale che Fabio aveva conosciuto per un problema di password con il suo pc.

Raffaele sa farsi volere bene: gli risolve quel problema con il pc e a poco a poco i due diventano amici, tanto che Fabio gli apre addirittura le porte di casa sua. Un errore, perché poco tempo dopo alla casella postale del calciatore iniziano ad arrivare centinaia di lettere anonime con immagini di bambine nude, e accuse durissime: “Sei un pedofilo, e anche invischiato con camorra, droga e calcio scommesse”. E non bastasse già questo, al papà di Fabio Quagliarella arrivano chiare minacce di morte per il figlio: “Gli spariamo in testa” e “adesso mettiamo una bomba nel suo palazzo”.

E una volta, addirittura, lo stalker fa trovare sotto casa sua una bara con sopra la foto di Fabio: un incubo senza fine, mentre il poliziotto apparentemente cerca di difenderlo, dicendogli che se ne occuperà personalmente.

L’uomo è abilissimo a fare la parte dell’amico preoccupato, e allo stesso tempo cerca di seminare zizzania in casa, arrivando ad accusare un grandissimo amico di Fabio addirittura presso al direzione distrettuale antimafia di Castellammare di Stabia, facendolo passare per un affiliato dei clan camorristici.

E quelle stesse lettere contenenti accuse infamanti verso Fabio, naturalmente, venivano mandate anche alla sede del Napoli. Tanto che un giorno all’improvviso (alla vigilia di una partita del Napoli in Svezia) la società gli annuncia di averlo venduto alla Juventus.

Da quel giorno, e fino all’intervista con Le Iene, i suoi amatissimi tifosi napoletani lo avevano sempre bollato con il marchio dell’infame, che abbandona la squadra per le lusinghe della Vecchia Signora.

Poco dopo la sua cessione  alla Juve, un giorno, il padre di Fabio inizia a sospettare proprio di quell’amico poliziotto, e quando si reca in Questura scopre che le centinaia di denunce che avevano fatto insieme  a lui non erano mai state depositate. Poco tempo dopo l’uomo viene condannato per stalking a 4 anni e 8 mesi di carcere. Incubo finito per Fabio Quagliarella.

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