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Blackout challenge: siamo andati nella scuola dove si fa prevenzione

Dopo il servizio di Matteo Viviani si è parlato molto di Blackout challenge, la folle sfida web che ha portato alla morte di un ragazzo. Tra tante parole però c’è una scuola che passa ai fatti e decide di fare prevenzione

A Prato un istituto scolastico ha deciso di fare prevenzione contro il Blackout challenge, ovvero della folle sfida mortale in cui ha perso la vita un ragazzo milanese di 14 anni Igor Maj, figlio di Ramon. Si tratta di un pericolosissimo gioco che consiste nel legarsi qualcosa al collo fino a svenire per qualche istante. Del caso vi abbiamo già parlato con un servizio di Matteo Viviani, con regia di Gaston Zama (clicca qui per vederlo).

Una docente di questo istituto, a cui abbiamo chiesto perché parlavano di una cosa che nella loro scuola non è accaduta, ci ha risposto più che chiaramente: “La prevenzione si fa prima, non dopo che succedono le tragedie”.

Siamo stati a quella assemblea dove abbiamo ascoltato docenti, genitori e studenti, confrontarsi su questa tematica. Era presente anche Ramon, che ha parlato della tragedia di suo figlio.

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Per la Corte dei Conti il partito di estrema destra, che da quasi 16 anni occupa nella Capitale senza pagare affitto come sede il palazzo nel quale eravamo entrati con Filippo Roma, ha provocato un danno alle casse dello Stato per 4,6 milioni di euro. Abbiamo sentito per telefono Davide Di Stefano, responsabile romano di CasaPound, che si dice disposto a pagare un “canone sociale di 600-700 euro al mese”. A molte condizioni

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