> External link Facebook Facebook Messenger Full Screen Google+ Instagram LinkedIn News mostra di più Twitter WhatsApp Close
News |

Rigopiano, processo al padre di una vittima: “Le pecore pascolano dov'è morto mio figlio”

Alessio Feniello è accusato di aver violato i sigilli giudiziari per portare fiori dove è morto suo figlio nella tragedia dell’hotel Rigopiano, come vi abbiamo raccontato con Ismaele La Vardera

È una vergogna, sono disgustato”. È carico di rabbia Alessio Feniello, il padre di una delle 29 vittime del disastro del gennaio 2017 dell'Hotel Rigopiano. Il processo a suo carico è iniziato oggi ed è stato subito rinviato al 16 aprile: Feniello è accusato di aver violato i sigilli giudiziari che delimitano le macerie del resort, per aver portato dei fiori nel luogo in cui suo figlio ha perso la vita, come vi abbiamo raccontato nel servizio di Ismaele La Vardera che potete vedere qui sopra,

“Purtroppo non sono arrivato in tempo in Tribunale, avrei voluto dire cosa penso di questa situazione”. Mentre si trovava lì con la moglie, è arrivata un’ulteriore beffa: “Mia cognata è andata dove ancora sono apposti i sigilli e ha trovato delle pecore libere nella zona. Pascolano dove è morto mio figlio: ormai l’Italia è un paese senza speranze”, ci ha detto.

Alessio Feniello, “colpevole” di aver portato dei fiori nel luogo in cui ha perso la vita suo figlio, aveva inizialmente ricevuto un decreto penale di condanna al pagamento di una multa di 4.550 euro. Dopo essersi opposto, la sua storia è arrivata in aula dove ritornerà il 16 aprile. Due anni dopo Alessio Feniello è l’unico a essere stato condannato dopo quella tragedia.

Ultime News

Vedi tutte