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Rogo alla Thyssen: i manager tedeschi non andranno mai in carcere? | VIDEO

Undici anni dopo la tragedia della Thyssenkrupp di Torino, due manager tedeschi condannati in Italia per omicidio colposo sono ancora a piede libero in Germania. Alessandro Politi ha incontrato un giudice tedesco, che ci ha rivelato come si rischia addirittura l’archiviazione

Sono passati 11 anni dalla tragedia della Thyssenkrupp di Torino, in cui morirono 7 operai italiani, e quasi 3 dalla sentenza definitiva che condanna anche due manager tedeschi per omicidio colposo, ancora però a piede libero in Germania.

Scappano dalla giustizia, scappano da una sentenza, scappano da quello che è giusto che prima o poi scontino”, dice ad Alessandro Politi Antonio Boccuzzi, sopravvissuto a quella terribile notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007.

Per il rogo, i tribunali italiani hanno condannato in via definitiva a 6 anni e 8 mesi Cosimo Cafueri, responsabile della sicurezza, a 6 anni e 10 mesi Marco Pucci, consigliere del consiglio di amministrazione, a 7 anni e 2 mesi Raffaele Salerno, direttore dello stabilimento, a 7 anni e 6 mesi Daniele Moroni, dirigente dell’area tecnica. I quattro dirigenti italiani si sono consegnati subito alle autorità per scontare la loro pena. Anche due manager tedeschi vengono condannati: 9 anni e 8 mesi per Harald Espenhahn e 6 anni e 10 mesi per Gerald Priegnitz, ma loro sono appunto rimasti sempre in libertà nel loro Paese.

Noi, con Alessandro Politi, li avevamo incontrati in Germania, sorprendendo Espenhahn e Priegnitz mentre facevano jogging con una semplice domanda: “Quando sconterà la sua pena?”. Da loro non abbiamo avuto nessuno risposta né segni di pentimento

Solo la giustizia tedesca può fare in modo che la sentenza del tribunale italiano diventi effettiva per i manager tedeschi, ma dopo quasi 3 anni ancora non è stato fatto nulla.

Siamo tornati in Germania per cercare di avere una risposta. A Bonn per incontrare il primo ministro della Renania – Vestalia, Armin Laschet, che fa tra l’altro dello spirito europeista uno dei suoi cavalli di battaglia. La Iena gli chiede quando verrà fatta giustizia. Lui sorride e se ne va, poi ci fa allontanare dal suo staff.

Allora abbiamo incontrato Johannes Hidding, giudice del tribunale di Essen, informato del caso che ci rivela una notizia sconcertante: “Una mozione presentata dalla difesa dei due condannati ha richiesto l’archiviazione per dei difetti nelle indagini italiane”. Tra massimo un mese si saprà se questa mozione verrà accolta, in questo caso i due manager tedeschi eviterebbero per sempre la prigione.

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