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Sacchetti di plastica: "Li ho trovati anche nei ghiacci polari" | VIDEO

“La nostra sopravvivenza come esseri umani dipende dalla salute degli oceani”, ci dice il giornalista e divulgatore Franco Borgogno. Con Gaston Zama vi abbiamo raccontato come la plastica sta divorando il pianeta

“Sono usati in quantità mostruosa, a miliardi ogni giorno. Distruggono il mare e mettono in pericolo la nostra stessa vita”. Sono i sacchetti di plastica, oggetti apparentemente piccoli e insignificanti che invece contribuiscono enormemente a devastare gli oceani. In occasione della Giornata mondiale senza i sacchetti di plastica, che si celebra ogni anno il 12 settembre, abbiamo parlato del problema con Franco Borgogno, giornalista e divulgatore autore del libro “Un mare di plastica”. E le notizie purtroppo non sono confortanti.

“Ho visitato tantissimi luoghi per fare campionamenti insieme a scienziati e ricercatori, e abbiamo trovato sacchetti ovunque: nei ghiacci polari e nel mare Artico, nel fiume Po e nel Mediterraneo. Ne abbiamo visti perfino sulle vette delle montagne. I sacchetti sono una buona percentuale delle plastiche disperse in mare”, continua Borgogno, “e sono particolarmente pericolosi, ad esempio perché assomigliano alle meduse: gli animali che le mangiano li ingeriscono per errore e questo li uccide”. 

Salvaguardare il mare e proteggere gli animali che lo abitano non è solo un gesto d’amore verso l’ambiente, ma anche e soprattutto verso noi stessi: “È fondamentale capire che la nostra vita, la vita degli essere umani, dipende dalle condizioni di salute dell’oceano. Senza mari puliti, noi e molte specie animali non potremmo sopravvivere”.

Per fortuna la sensibilità verso il problema è aumentata. I sacchetti sono stati inclusi nella lista degli oggetti in plastica monouso banditi dall’Unione europea a partire da gennaio 2021. E in Italia dal 2018 la normativa sulla vendita nei supermercati è diventata molto stringente: frutta e verdura sfuse vanno solamente in buste di materiale compostabile, al costo aggiuntivo di un paio di centesimi. “Ma l’attenzione al problema per fortuna è globale”, racconta ancora Borgogno. “Il primo posto al mondo dove sono stati vietati è il Bangladesh. Anche in Africa alcuni paesi li hanno proibiti, come il Ruanda e il Kenya”. 

La Giornata mondiale senza sacchetti di plastica è stata istituita nel 2009 dalla Marine Conservation Society, un'organizzazione no-profit che vigila sulla salute degli ecosistemi marini. Parte da un paio di dati semplici ma terribili: un sacchetto di solito viene usato per meno di 20 minuti e impiega fino a 200 anni per degradarsi nell’ambiente. “Ma in mare la situazione è ancora peggiore”, conclude Borgogno. “Le condizioni particolari di luce e temperatura aumentano i tempi di decadimento, possono passare anche migliaia di anni prima che si degradino”.

Per evitare di causare ulteriori danni all’ecosistema marino, è importante iniziare a non usarli fin da subito: “Può sembrare complicato ma in realtà è facile: basta sostituirli con borse riutilizzabili quando facciamo la spesa o andiamo a comprare qualcosa. Questo semplice gesto può ridurre in modo gigantesco l’utilizzo della plastica”. E aumentare non solo il benessere dal mare, ma anche il nostro.

Noi de Le Iene abbiamo da sempre un occhio vigile sull’inquinamento del mare. Con Gaston Zama vi abbiamo raccontato i numeri del dramma della plastica, nel servizio che potete vedere sopra: ogni minuto un camion dell’immondizia scarica il suo contenuto in acqua. Basta questa immagine per capire la quantità di plastica che ogni anno finisce nei mari di tutto il mondo: parliamo di 8 milioni di tonnellate. E c’è anche un altro dato sconvolgente: entro il 2050 il peso di tutta la plastica buttata negli oceani sarà superiore al peso di tutti i pesci.

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