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San Luca, il cuore della ‘ndrangheta torna a votare dopo 6 anni

Dal 2013 il paese cuore dell’Aspromonte (Calabria) non ha un sindaco, dopo che il comune fu sciolto per infiltrazione mafiosa. Ma dal 27 maggio, dopo sei anni, anche San Luca sarà guidato da un sindaco. A sfidarsi l’infermiere in pensione, Bruno Bartolo, e il massmediologo Klaus Davi

A San Luca (Calabria) si torna a votare. Da sei anni il Comune non ha un sindaco, dopo che nel 2013 è stato sciolto per infiltrazione mafiosa. Da allora, c’è stato solo un tentativo, nel 2015, quando l’unica lista presentata non ha raggiunto il 50%+1 necessario.

Siamo nel cuore dell’Aspromonte e della ‘ndrangheta, nel paese famoso anche per una guerra tra clan durata 20 anni, esplosa nel 2007 con la strage di Duisbug (Germania). Un anno fa, Giulio Golia è andato a San Luca, dove le amministrative erano fissate al 10 giugno, ma alla scadenza, ancora una volta non era stata presentata nessuna lista. Un altro anno di commissariamento, quindi.

Ma ora le cose stanno cambiando e il 27 maggio di quest’anno il paese dell’Aspromonte avrà il suo sindaco. A sfidarsi sono due liste: da una parte quella di un infermiere in pensione, Bruno Bartolo, dall’altra quella del massmediologo Klaus Davi.  

Giulio Golia, nel servizio che potete vedere qui sopra, ha parlato con i cittadini. “Siamo tutti imparentati”, dicono. “Escono le liste e dicono ‘tu hai un lontano parente e fai parte della ‘ndrangheta’”. “Quello che ha più ferito la cittadinanza è stato lo scioglimento dell’ultima lista”, dice un cittadino riferendosi allo scioglimento del 2013. Così è iniziata una protesta contro lo Stato, senza più liste. “Il governo non deve dire che è stata la ‘ndrangheta a non votare. Siamo stati noi che non vogliamo più andare a votare”, dice un altro abitante intervistato da Giulio Golia.

“Abbiamo formato una lista di cittadini che hanno avuto sempre rispetto della legalità”, ha detto Bruno Bartolo, escludendo possa esserci un nuovo commissariamento.

“Noi sappiamo dove siamo e che c’è una componente importante di persone che dal punto di vista della legalità lascia molto a desiderare. Però lo Stato deve comunque dare un’opportunità”, ha detto Klaus Davi. Noi auguriamo un buon voto ai cittadini, con la speranza che questa sia la volta buona.

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