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Giulia Sarti, Rimborsopoli: archiviate le accuse all'ex fidanzato Bogdan. Ora parlerà? | VIDEO

Per i giudici di Rimini l’uomo effettuò i bonifici dal conto della Sarti con il suo pieno consenso. E l’ex fidanzato a Le Iene aveva detto: "Parlerò solo dopo l'archiviazione"

Archiviate le accuse a carico di Andrea Bogdan Tibusche, ex fidanzato e collaboratore della grillina Giulia Sarti, in queste settimane nell’occhio del ciclone per lo scandalo Rimborsopoli. Il gip di Rimini ha depositato l’istanza di archiviazione delle accuse che la stessa Giulia Sarti gli aveva mosso, per appropriazione indebita di parte di quei soldi che i pentastellati restituiscono periodicamente al fondo per il Microcredito alle imprese.

Secondo i giudici “la Sarti ha sempre avuto la possibilità di controllare i movimenti del conto corrente” ed è emerso come “alcuni bonifici furono effettuati da lei stessa”. Bogdan, dal canto suo, proseguono i giudici, “non avrebbe mai superato i limiti previsti dagli accordi intercorsi tra le parti”.

E se la Sarti ha dichiarato che Bogdan avrebbe sottratto dei fondi in modo non autorizzato per pagare l’affitto dell’appartamento dei due, i giudici fanno notare come lei stessa ha ammesso di aver effettuato controlli sui bonifici, senza rilevare irregolarità. Il che equivale a dire che approvò anche il pagamento dell’affitto per l’appartamento. Ma Bogdan rilancia e spiega che consegnerà al suo legale l’elenco delle spese effettuate da quel conto, aggiungendo che dei 17.800 euro che lui (stando alle accuse) avrebbe sottratto, ben 5000 sarebbero stati usati per pagare il Tfr della collaboratrice di Giulia Sarti.

La reazione di Bogdan all’archiviazione non si è fatta attendere, e l’uomo sta valutando adesso se sporgere a sua volta una denuncia per calunnia nei confronti dell’ex fidanzata. E a proposito delle accuse che gli sono state mosse, non ha dubbi: “tutti sapevano che la sua era una denuncia falsa”. E Bogdan a Filippo Roma aveva detto: "Parlerò solo dopo l'archiviazione". Ora svelerà nuovi dettagli sui mancati rimborsi della deputata Sarti, alcuni dei quali sarebbero stati destinati anche a delle telecamere fissate nella camera da letto della deputata?

L’inchiesta Rimborsopoli è nata un anno fa sull’onda di un nostro servizio. Filippo Roma aveva raccontato come almeno 14 parlamentari grillini avessero evitato di restituire quei soldi, come invece promesso, con un escamotage tanto semplice quanto efficace: ordinare il bonifico di restituzione, stampare e pubblicare la ricevuta sull’apposito sito internet dei cinque stelle e poi, ovviamente, revocare il bonifico appena effettuato. Facile no?

Ne era nato un caso politico, che ha raggiunto l’apice proprio in queste settimane quando a finire sotto i riflettori dello scandalo è stata proprio Giulia Sarti, oggi presidente dimissionaria della Commissione giustizia della Camera, che non avrebbe restituito almeno 23mila euro. Le Iene erano tornate dai Cinque stelle a seguito della rivelazione di alcuni messaggi tra la Sarti e il suo ex collaboratore Bogdan, messaggi nei quali lei spiegava perché aveva dovuto denunciarlo: "Tesò, mi hanno chiesto di denunciarti per salvarmi la faccia".

E a chiedere a Giulia Sarti di denunciare per appropriazione indebita Bogdan sarebbero stati, sempre stando a quei messaggi, il potentissimo Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, responsabili della comunicazione del Movimento.

Filippo Roma (nel servizio che potete vedere sopra) decide allora di incontrare Rocco Casalino fuori dal Parlamento, proprio per chiedergli se a consigliare a Giulia Sarti di fare la furbetta fosse stato lui. Casalino chiama proprio Giulia Sarti, e quando Filippo Roma insiste per incontrarla lei scoppia a piangere... Meno di un’ora dopo, in aula, Giulia Sarti annuncia le sue dimissioni dalla commissione giustizia.

Le Iene non si sono arrese e hanno sentito proprio Bogdan, che non aveva mai parlato prima con nessuno. Lui sostiene di essere solo un mero esecutore delle volontà della sua ex fidanzata: “Io non gestivo un cavolo, io le davo una mano a fare i conti quando mi veniva chiesto.”. “Quindi tu per esempio non facevi bonifici a sua insaputa?”, gli chiede Filippo Roma. Lui replica secco: “No, cioè i bonifici se praticamente dovevo anche, che ne so, pagargli la tipa di casa, lei mi scriveva una email: guarda c’è da pagare questo paga questo, guarda questa bolletta, paga quest’altro”. 

“La Sarti sostiene che non sapeva nulla di queste operazioni”, spiega Filippo Roma, “mentre se non ho capito male tu sostieni che invece lei sapeva eccome, o no”. “Eeeh hehehe, sarà bello sto processo”, replica l’ex collaboratore, “io non vedo l’ora di arrivare al processo”. 

In realtà un’idea su dove siano finiti quei soldi che la Sarti avrebbe dovuto restituire, Bogdan ce l’ha e l’avrebbe spiegata agli stessi inquirenti: “Ha anche prestato del denaro, 7.000 euro, a suo padre per l’acquisto di un’autovettura e la ristrutturazione della casa avvenuta nel 2017 e quindi questi soldi sono venuti a mancare dal suo conto e che ci hanno messo in difficoltà per la rendicontazione e sarà un caso ma proprio ‘per l’anno 2017 non risultavano essere state versate le somme relative ai mesi di maggio luglio agosto ed ottobre’”.

E tra i messaggi delle chat di Telegram spunta pure un’ipotesi tanto suggestiva quanto "pruriginosa": Bogdan sostiene con un amico che parte di questi soldi non restituiti da Giulia Sarti potrebbero essere stati spesi per le riprese di alcuni filmini hard a casa dei due. Filmini in possesso di Bogdan. Sono gli stessi "video controlli di dedo e luca" di cui lui vuole parlare con la Sarti prima che presenti la denuncia, di cui si parla nelle chat acquisite dalla Procura? Sono entrati a far parte di una trattativa che ha preceduto la denuncia di Giulia Sarti a Bogdan?

Ora, dopo l’archiviazione delle accuse a carico di Bogdan e la probabile rivelazione dell’elenco delle spese effettuate dal conto di Giulia Sarti, sicuramente ci saranno nuovi interessanti sviluppi della vicenda.  Non resta dunque che aspettare la nuova puntata di questa infinita telenovela, e scoprire se alla fine sarà lei a dimettersi dal M5S o verrà cacciata dal Movimento, come ormai da più parti si chiede. Sperando che non segua la sorte di Cecconi, Martelli e Buccarella, gli altri furbetti grillini che non hanno restituito i soldi. Ve li ricordate? Di Maio alla d'Urso aveva detto: “Gli chiederò di firmare la rinuncia alla loro elezione, altrimenti li denuncerò per danno di immagine”. E invece sono ancora in Parlamento. E non gli ha neanche chiesto il danno d’immagine!

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