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Costretto a restituire parte di stipendio, arrestato titolare Esso dopo nostro servizio | VIDEO

Paolo Vasta, titolare di una stazione di benzina ad Acireale (Catania), si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di estorsione. Era finito sotto indagine a maggio scorso dopo il servizio di Matteo Viviani in cui Rosario, dipendente della stazione di benzina, raccontava di essere costretto a restituire al titolare parte del suo stipendio

Costringeva i dipendenti a restituire parte dello stipendio. È stato arrestato con l’accusa di estorsione Paolo Vasta, titolare di una stazione di benzina Esso di Acireale (Catania). Proprio noi, con il servizio di Matteo Viviani che potete vedere qui sopra, abbiamo lanciato un appello alle autorità affinché indagassero sulle attività del titolare e su come gestiva lo stipendio dei suoi dipendenti. “Si deve denunciare, altrimenti non andiamo da nessuna parte”, aveva detto alla Iena Rosario, 26enne di Catania che aveva documentato quello che succedeva nella stazione di benzina dove era dipendente.

Paolo Vasta avrebbe preteso indietro dai suoi dipendenti parte dello stipendio che veniva versato in busta paga. Lo scorso maggio, dopo il nostro servizio, aveva subito una misura cautelare e il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali per un anno. Inoltre, le quote e l’intero patrimonio della società "Night&Day petrol srl" erano state sequestrate preventivamente insieme a una somma di denaro di oltre 8.000 euro come equivalente del danno stimato.

Ora, dopo i nuovi elementi probatori emersi, il giudice ha ordinato l’arresto e Vasta si trova ai domiciliari. Infatti, dopo la nostra denuncia, alcuni dipendenti sarebbero stati chiamati a sottoscrivere in uno studio legale di Catania dichiarazioni volte a sollevare il titolare della ditta da ogni responsabilità civile e penale.

 “Arrivato lo stipendio dovevo prenderne una parte e portarla in contanti al titolare, perché lui di stipendio mi dava 1000 euro al mese”, ha raccontato Rosario a Matteo Viviani. In busta paga, invece, Rosario si vedeva arrivare cifre più alte, a volte 1.500 euro a volte 1.200. Stanco di sottostare a questo “metodo”, Rosario era andato a parlarne con il titolare, registrando tutto.

“Non c’è nessuno che ti mette in regola”, esordisce Paolo Vasta. “Tu invece hai la fortuna che io ti metto in regola. Perché stai sicuro che se non ti mettevo in regola tu prendevi 750 euro. Se tu non ti trovi bene con me, stai tranquillo che non sono io a soffrire, sei tu”. Insomma, o stai alle sue regole o quella è la porta.

Ma non è finita qui. Il titolare, oltre a costringere i dipendenti a svolgere più ore di lavoro rispetto a quelle stabilite dal contratto, li avrebbe anche fatti lavorare in nero sfruttando a suo vantaggio l’indennità di disoccupazione incassata dal lavoratore. 

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