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Morti per la sigaretta elettronica: verità o bufala? | VIDEO

La notizia del primo ragazzo morto a causa della sigaretta elettronica ha fatto il giro del mondo ed è stata ripresa da tutti i media. Molti elementi però non sono chiari, perfino l’identità del ragazzo. Alessandro Politi cerca di fare chiarezza

Primo morto di sigaretta elettronica. La notizia è apparsa sui media di mezzo mondo ma mancano alcuni dettagli fondamentali: il nome della città, quello dell’ospedale, il nome del ragazzo e la sua età. Sono informazioni cruciali per capire se si tratta o meno di una fake news.

L’unica cosa certa è che la notizia arriva dall’America. Alessandro Politi è volato là per cercare di fare chiarezza. Durante il suo viaggio ha incontrato persone che si sono ammalate forse a causa della sigaretta elettronica. Per esempio Dawson, un ragazzo di 19 anni che nel servizio vediamo mentre viene colto da un attacco epilettico. In quel momento stava svapando, cioè fumando la sigaretta elettronica. “Non c’è un solo dottore che ammetterebbe l’associazione tra sigaretta elettronica e quel malore”, ci dice la madre.

La raccolta epidemiologica dei dati sugli effetti collaterali della sigaretta elettronica però continua negli Stati Uniti. Fino a un mese fa i casi denunciati dagli ospedali americani erano circa 300, oggi sono più di mille. I morti invece sarebbero 18.

Tra i ragazzi che dichiarano di essere vittime di questa moda c’è chi ha cominciato la sua battaglia per sensibilizzare i giovani sui pericoli a cui vanno incontro.

Kyle Lano, 21 anni, pochi mesi fa ha avuto un collasso. Operato d’urgenza ha perso il 30% del polmone destro. Lo pneumologo che ha curato Kyle ha dichiarato che “non ci sono prove scientifiche per dire che la colpa sia della sigaretta elettronica”.

Pur in mancanza di prove certe, gli organi di controllo della sanità americana (Cdc e i Public Health), a livello nazionale e federale, segnalano molti casi di morte e centinaia di casi per patologie polmonari che parrebbero legati alla sigaretta elettronica.

Sempre secondo le autorità americane sembrerebbe però che uno delle cause principali sia imputabile all’uso improprio della sigaretta elettronica. Per esempio, svapando liquidi fatti in casa o allungati con sostanze stupefacenti acquistate sul mercato nero.

Ma non sembra quello comunque l’unico motivo: non vi è infatti ancora certezza su quale sia l’effettivo nesso causale tra la e-cig e questa ipotetica epidemia, se per i liquidi o per altro.

Questo a riprova che, ancora oggi, non è stata individuata alcuna evidenza scientifica che colleghi queste patologie a un liquido preciso o ad una causa ben delineata.  A ogni modo le associazioni di categoria sottolineano come in tutta l'Unione europea, Italia compresa, vige una legislazione molto più stringente sui liquidi da inalazione rispetto agli Stati Uniti.

Presumibilmente bisognerà attendere ancora prima di scoprire con certezza che cosa abbia causato questa terribile epidemia. Per il momento le autorità americane suggeriscono di evitare di svapare e attendere che le investigazioni vengano completate.

Il viaggio di Alessandro Politi si conclude in Italia, dove intervista la professoressa Roberta Pacifici dell’Istituto Superiore della Sanità che è fortemente contraria a questa rivoluzione del tabagismo: “L’Organizzazione mondiale della sanità ha ricordato che la sigaretta elettronica può nuocere anche gravemente alla salute”.

Di un altro parere è invece è il dottor Fabio Beatrice, direttore del centro antifumo di Torino: “La sigaretta elettronica in condizioni certe di produzione è un prodotto del 95% meno tossico. Anche perché dalla parte del fumo tradizionale ho solo certezze devastanti”.

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