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Sigarette elettroniche: New York bandisce quelle aromatiche | VIDEO

Il consiglio municipale di New York vieta dal luglio 2020 la vendita di sigarette elettroniche aromatizzate e dei liquidi con i quali caricarle: “Vogliamo rendere più difficile ai giovani la possibilità di svapare”.  Servirà a evitare l’estendersi dell’epidemia di malattie polmonari di cui ci ha parlato Alessandro Politi?

New York ferma la vendita di sigarette elettroniche aromatizzate e dei liquidi da ricarica.

Lo ha deciso il consiglio della metropoli Usa approvando un provvedimento che entrerà materialmente in vigore a luglio 2020.

I limiti nella vendita, che sulla base del “bill 1362A” non riguarderanno gli aromi di tabacco, puntano a contrastare la diffusione dello svapo tra i giovanissimi.

Il consigliere Mark Levine, che ha proposto il provvedimento, ha dichiarato: ”Cerchiamo di essere chiari: circa il 3% degli adulti svapano, per i liceali la percentuale è circa il 25%. Questo è principalmente un fenomeno per i giovani. Sappiamo che sono gli aromi che li stanno agganciando, che si tratti di sapori fruttati, di menta, caramelle dal suono dolce. Quindi il nostro divieto eliminerebbe quella minaccia".

"Stiamo facendo un passo importante per proteggere la salute dei nostri giovani – ha proseguito - un passo che doveva essere fatto molto tempo fa. Non impedirà a tutti i ragazzi che sono determinati a trovare un modo per avere le sigarette elettroniche o i liquidi aromatizzati, ma renderà molto difficile la possibilità di averli".

Con Alessandro Politi abbiamo affrontato il tema della pericolosità delle sigarette elettroniche, nel servizio che potete rivedere qui sopra.

Ve ne abbiamo parlato a poche settimane dalla notizia del primo decesso ad essa collegato.

Alessandro Politi racconta le drammatiche storie di ragazzi tra la vita e la morte per aver “svapato”, volando a Chicago.

La Iena ha raccolto la testimonianza della madre di uno di questi, ricoverato in un ospedale cittadino in terapia intensiva e mantenuto in vita dalle macchine.

“Mio figlio non ha mai avuto nulla sin da ragazzino, neanche l’asma, è sempre stato in salute”, racconta la donna ad Alessandro Politi.

La sua è una bruttissima infezione polmonare che sarebbe legata all’utilizzo della sigaretta elettronica. E non è solo l’idea della madre: “I medici dicono che è stata la sigaretta elettronica e il fumo a distruggere i polmoni di mio figlio", spiega la donna a Politi. "Il Centro per il controllo delle malattie di Atlanta mi ha contattato, stanno esaminando il nostro caso. Hanno chiamato anche i medici e gli infermieri di questo ospedale”.

Ma non è un caso isolato il suo, e la Iena raccoglie altre testimonianze che sembrerebbero inequivocabili.

Sempre Alessandro Politi ha poi raccontato del fenomeno delle pubblicità occulte sui social, frequentati dai giovanissimi.

Basta fare un giro sui vari profili per trovare tantissimi personaggi famosi che svapano con queste e-cig di ultima generazione. Proprio questa pubblicità potrebbe essere alla base del successo di questo prodotto. Ma che impatto avranno tutti questi influencer che svapano?

La Iena ha incontrato un gruppo di adolescenti che usano la sigaretta elettronica. Uno di loro, di 14 anni, ci racconta di aver iniziato a svapare a 12 anni. “Tutti iniziano a fumare per farsi fighi”, ci ha detto. “La sigaretta elettronica è molto carina anche dal punto di vista estetico”, spiega una ragazza. “Ho iniziato con l’elettronica perché non volevo fumare le sigarette normali”, ci dice un ragazzo. “L’odore del fumo, il sapore mi danno fastidio”, continua un’altra 14enne.  

Una giovane pensa che la colpa della diffusione possa essere attribuita anche ai social: “Tu dici anche io voglio diventare quasi come lei, come Kokeshi Karen”, dice riferendosi all’influencer fidanzata con Fabio Rovazzi.

In Italia, seppur con una formulazione di legge che lascia spazio a diverse interpretazioni, sono vietate le comunicazioni commerciali con lo scopo di promuovere le sigarette elettroniche e il liquido di ricarica via radio, stampa e servizi della società dell’informazione. Nonostante ciò sono davvero tanti gli influencer che sponsorizzerebbero la sigaretta elettronica.

Alessandro Politi ha chiamato un’influencer da 110mila follower, dicendo di aver ricevuto una proposta per sponsorizzare una sigaretta elettronica. E lei ha spiegato, senza mezzi termini:”Anche se ti pagano è come se te l’avessero regalata, quindi tu in realtà stai dicendo solo ‘ho preso questa sigaretta, me l’hanno regalata e mi trovo bene’. “Quindi legalmente parlando lo puoi fare. Io i follower più grandi che ho hanno 19 anni, anche a livello di clic sul link ne fanno un botto perché comunque oggi tutti i ragazzini fumano”. E poi ci racconta del business che c’è dietro queste sponsorizzazioni occulte: ”Io l’anno scorso ho fatto sei mesi di attività e alla fine dei sei mesi mi hanno dato 6mila euro. Tipo 1.000 euro al mese, dovevo fare due stories e un post. Con me vogliono che io faccia un lavoro più trasparente, cioè che io stia facendo pubblicità ma che sembra che non la stia facendo”.

 

anticipazione

A Iene.it: aspettando Le Iene trascorriamo la notte di San Valentino con l'attivista Davide Acito in un canile, insieme ai cani salvati dai macelli in Cina. E per fare adottare la Rottweiler Deye e gli altri dolcissimi cani chiediamo l'aiuto di Massimo Boldi per arrivare a Joaquin Phoenix, il premio Oscar noto anche per le sue battaglie in difesa degli animali

L'ultima puntata

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