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Siria, nuovo attacco chimico? La denuncia degli Usa

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Il Dipartimento di Stato Usa parla di un attacco al cloro nel nord-est del Paese: “Reagiremo”.  Noi de Le Iene con Gaston Zama vi avevamo mostrato i terribili effetti su donne e bambini dell’attacco chimico di Douma, che aveva provocato oltre 100 morti

È guerra di versioni tra Usa e Russia su possibili attacchi chimici in Siria. Solo poche ore fa il Dipartimento di Stato Usa ha affermato che il 19 maggio scorso il governo di Damasco avrebbe sferrato un attacco chimico usando il cloro su alcuni villaggi nel nord-est del Paese.

“Se il regime di Assad utilizza le armi chimiche, gli Stati Uniti e i loro alleati risponderanno rapidamente e in maniera appropriata”, hanno fatto sapere fonti Usa.

Solo poche ore prima invece era stato il generale russo Viktor Kupchishin, direttore del “Centro russo per la riconciliazione delle parti siriane in conflitto” a parlare del pericolo che forze jihadiste stessero preparando un attacco chimico nel villaggio di Jardzhanaz e nella città di Serakab. Le forze vicine agli uomini del Califfo Abu-Bakr al Baghdadi, aveva spiegato ancora il generale russo, starebbero facendo “prove” di attacco simili anche nella regione di Aleppo. Il tutto, spiegano ancora i russi, per dare poi la colpa al regime siriano, da loro sostenuto con una massiccia campagna di attacchi aerei su opposizione siriana e forze islamiste.

Ovviamente non sappiamo dove stia la verità rispetto a questi attacchi sferrati o in preparazione, ma siamo certi delle terribili immagini che vi abbiamo mostrato nell’aprile 2018 con il reportage di Gaston Zama (e che vi riproponiamo sopra). Immagini che hanno mostrato i devastanti effetti sulla popolazione civile a seguito dell’attacco chimico sulla città siriana di Douma del 7 aprile, dove sono morte almeno 100 persone, tra cui molti bambini. E dire che dal settembre 2013 la Siria ha firmato la convenzione contro le armi chimiche, ma questo non avrebbe impedito al regime di Assad di perpetrare questo crimine.

Nel servizio vi abbiamo mostrato le immagini girate all’interno di un centro medico improvvisato, dove accorrono i civili intossicati dal gas e dove vengono raccolti i corpi delle vittime.

Con Gaston Zama siamo stati poi da Matteo Guidotti, un chimico del Cnr, che ci ha spiegato gli effetti di un attacco del genere sulle persone: “Quando un aggressivo tossico arriva sotto forma di gas o di vapore ed entra tramite la bocca o il naso, la prima reazione di difesa dell’organismo è quello di produrre schiuma dalla bocca, per cercare di diluire la sostanza tossica nociva. La respirazione è affannosa perché queste persone hanno i polmoni e tutte le vie aeree ostruite: è come se stessero annegando a secco”. 

Oltre 8 anni di guerra in Siria hanno prodotto sino a oggi quasi 400mila vittime e 11 milioni di sfollati

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