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Quando a essere sospesa è la preside (per una gita in Francia)

Il Tribunale del Riesame di Genova ha sospeso per 12 mesi la preside arrestata ad aprile con l'accusa di peculato. Avrebbe usato la macchina destinata al laboratorio della scuola come se fosse sua per un giretto a Mentone, come ci ha raccontato Alice Martinelli

Annarita Zappulla avrebbe usato la macchina destinata al laboratorio della scuola di cui è preside come se fosse la sua personale. Il caso, che vi abbiamo raccontato con Alice Martinelli nel servizio che vedete qui sopra, è scoppiato in aprile, quando la preside è stata arrestata in flagrante con l’accusa di peculato mentre tornava da Mentone, in Francia, con la macchina della scuola per una “gita” che non avrebbe avuto nulla a che fare con la scuola. Quella macchina era destinata in realtà al laboratorio dove gli studenti potevano esercitarsi nello smontare e riparare pezzi. 

Ora il Tribunale del Riesame di Genova ha disposto la sospensione del servizio della donna, preside di tre istituti liguri, per 12 mesi. Il provvedimento resta comunque inefficace fino alla pronuncia della Cassazione. I giudici hanno però respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dalla Procura di Imperia nei confronti della preside. “Oltre ad aver manifestato una non comune disinvoltura nel servirsi di un bene di natura pubblica come se fosse proprio soltanto perché l’autovettura di sua proprietà era rimasta danneggiata in un sinistro”, scrivono i giudici, “ha rivelato un’animosità incompatibile con i suoi doveri d’ufficio nei confronti di un soggetto, l’ex vicepreside Luca Ronco, che s’era ‘permesso’ di segnalare l’indebito utilizzo da parte di essa Zappulla di un veicolo in dotazione all’istituto scolastico”.

I giudici hanno bocciato la derubricazione del reato in peculato d’uso decisa dal gip.

La Iena aveva incontrato la preside per chiedere spiegazioni. “Io sono andata a Mentone a comprare il pane”, ci ha detto. E quando gli abbiamo chiesto del presunto bando per cui in un primo momento aveva detto di essere andata a Mentone, ci ha risposto: “Sono una serie di bandi” e non ha voluto cercarlo con noi. Ha concluso rimproverando la nostra Iena: “Le sto dicendo le domande che mi deve fare”. Insomma, il gusto di insegnare non l’ha perso!

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