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Caso Cucchi, il carabiniere Tedesco: "Calci in faccia a Stefano a terra"

"Coraggiosa" testimonianza del carabiniere Francesco Tedesco, tra i 5 militari indagati per la morte di Stefano Cucchi. E intanto il comandante generale dell'Arma Giovanni Nistri, in una lettera indirizzata alla sorella di Stefano, anticipa la volontà dell’Arma di costituirsi parte civile contro i militari che si sarebbero macchiati di violenze e depistaggi

 

Al processo per la morte di Stefano Cucchi, in Corte d'Assise, il superteste Francesco Tedesco, carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale, ha raccontato: "Al fotosegnalamento Cucchi si rifiutava di prendere le impronte: siamo usciti dalla stanza e il battibecco con Alessio Di Bernardo è proseguito. A un certo punto Di Bernardo ha dato uno schiaffo violento a Stefano. Cucchi è caduto a terra, battendo la testa e Raffaele D'Alessandro ha dato un calcio in faccia a Stefano". 

Rivelazioni clamorose, che giungono dopo che dal quotidiano Repubblica è stata resa nota una lettera scritta qualche settimana fa dal comandante generale dell'Arma a Ilaria Cucchi, sorella di Stefano.

"Abbiamo la vostra stessa impazienza che su ogni aspetto della morte di Suo fratello si faccia piena luce e che ci siano infine le condizioni per adottare i conseguenti provvedimenti verso chi ha mancato ai propri doveri e al giuramento di fedeltà".

Nella lettera Giovanni Nistri, comandante dell’Arma dei Carabinieri, spiega la volontà dell’Arma di costituirsi parte civile nei confronti di quei militari responsabili di depistaggio e delle botte a Stefano Cucchi, fermato dai carabinieri perché in possesso di droga e morto il 22 ottobre 2009 a seguito di pestaggi e stenti.

Il generale Nistri prosegue: “Comprendiamo l'urgenza e la necessità di giustizia, così come lo strazio di dover attendere ancora. Ma gli ulteriori provvedimenti, che certamente saranno presi, non potranno non tenere conto del compiuto accertamento e del grado di colpevolezza di ciascuno".

"La lettera del generale Nistri è tornata a scaldarmi il cuore – ha spiegato la sorella Ilaria a Repubblica -. A scacciare il senso di abbandono che ho vissuto in questi nove anni. Oggi finalmente posso dire che l'Arma è con me".

E che qualcosa, all’interno dell’Arma, si stesse finalmente muovendo, si era capito già dalla dichiarazione in aula dell’appuntato Francesco Tedesco, che aveva dichiarato che due suoi colleghi avrebbero picchiato violentemente Stefano Cucchi.

Gaetano Pecoraro aveva intervistato la sorella di Stefano, Ilaria, proprio dopo queste importantissime rivelazioni e lei ci aveva raccontato: “Pensai: abbiamo vinto. Perché per la prima volta in un’aula di giustizia si diceva che era stato picchiato, ma che non c’erano le prove sufficienti”.

Il carabiniere Francesco Tedesco ha raccontato che la notte dell’arresto i suoi due colleghi hanno pestato Stefano Cucchi con spinte e calci in faccia. Una versione che appariva plausibile a giudicare dalle foto del corpo di Stefano che tutti conosciamo, ma che mai prima di allora era emersa in un’aula di tribunale.

La mamma di Stefano Cucchi, Rita Calore, a Gaetano Pecoraro (nel servizio che potete vedere sopra) aveva detto: “Per qualcuno non era un essere umano. Ma era un ragazzo che si stava riprendendo la vita, dopo i trascorsi con la droga. Se uno sbaglia deve pagare, è giusto. Ma non con la vita. Ogni volta che andiamo in tribunale a chiedere verità e giustizia c’è Stefano con noi. Chi sa, parli”. E adesso, dopo che il comandante generale dell’Arma ha spiegato di volersi costituire parte civile contro le mele marce, una volta che saranno accertate le responsabilità, forse è arrivato il momento buono di denunciare.

Guarda i principali servizi pubblicati da Le Iene sul caso della morte di Stefano Cucchi

 

 

 

L'ultima puntata

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