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Strage di Viareggio, condannati ex vertici Rti. "Giustizia è fatta: dirigenti colpevoli"

Confermate le pene nella sentenza d’Appello, appena uscita, del Tribunale di Firenze per la strage di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009, quando un treno che trasportava cisterne di gpl ha deragliato causando un’esplosione. Nella tragedia sono morte 32 persone. "Sono serena perché ho la speranza che ci sia un mondo dove si può pensare di avere giustizia", commenta Daniela, che 10 anni fa perse una figlia. Con Giulio Golia abbiamo conosciuto anche altri familiari delle vittime e siamo andati a parlare con due degli imputati

"Questo tribunale ha capito che la tragedia poteva essere evitata e che i dirigenti sono i primi responsabili. Contenta è una parola grossa, sono serena perché ho la speranza che ci sia un mondo nel quel si può pensare di vivere e in cui c’è speranza di avere giustizia. Gli amministratori delegati hanno le responsabilità, scelgono cosa deve fare l’azienda, investire nell’alta velocità anziché in sicurezza per esempio". Commenta così a caldo la sentenza d'Appello sulla strage di Viareggio, che ha confermato le principali condanne del primo grado, Daniela Rombi, che il 29 giugno di dieci anni fa perse nel rogo la figlia Emanuela di 21 anni

La Corte d'Appello di Firenze ha appena condannato a 7 anni Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Reti ferroviarie italiane, a 6 anni Michele Mario Elia (ex ad di Rfi) e Vincenzo Soprano (ex ad di Trenitalia) per i 32 morti della strage di Viareggio. La procura generale aveva chiesto 15 anni e 6 mesi per Mauro Moretti, che in primo grado era stato condannato a 7 anni, e 14 anni e 6 mesi per Michele Mario Elia. È stato invece assolto l’ex dirigente della direzione tecnica di Rfi, Giulio Margarita, condannato in primo grado a 6 anni e 6 mesi.

Era la notte del 29 giugno 2009, quasi dieci anni fa, quando il treno merci 50325 che trasportava 14 cisterne di gpl (gas propano liquido) è improvvisamente deragliato, sbattendo contro la banchina e portandosi dietro una scia di scintille. Una corsa che è finita contro un picchetto, che ha bucato una delle cisterne. Il cielo notturno di Viareggio si è tinto di rosso. Un’esplosione che ha travolto le case a ridosso della stazione, polverizzandole.

Noi de Le Iene abbiamo conosciuto Daniela Rombi nel servizio di Giulio Golia dedicato alla strage, che potete vedere qui sopra.

Il processo ha visto coinvolti 17 imputati, accusati a varo titolo di disastro ferroviario, omicidio e lesioni plurime colpose, incendio. Mentre i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose sono caduti in prescrizione tra il primo e il secondo grado. “Mia figlia è morta perché è bruciata”, aveva detto Daniela a Giulio Golia. “Il nostro dolore non va in prescrizione”.

Daniela nella tragedia ha perso sua figlia Emanuela per le gravi ustioni riportate a seguito dell'esplosione. “Io non ho ancora potuto piangere serenamente mia figlia”, aveva detto Daniela a Giulio Golia. “Le persone erano al sicuro nelle loro case e un treno ha spazzato via 32 persone. Ce li hanno ammazzati in casa”.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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