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Tassisti “battitori liberi” di Roma: truffe, minacce e schiaffoni | VIDEO

Ismaele La Vardera ci racconta come operano, tra soprusi e presunte truffe ai clienti, i “battitori liberi” della Stazione Termini, ovvero i tassisti romani che cercano di accaparrarsi in ogni modo le corse più vantaggiose. Quando Ismaele Vardera va a chiedere spiegazioni ad alcuni di loro, “beccati dalle nostre telecamere nascoste, rimedia anche uno schiaffone in pieno volto

Ce la siamo cavata, si fa per dire, con uno schiaffone in pieno volto. Ismaele La Vardera è andato alla stazione Termini di Roma e ci ha raccontato come lavorano “i battitori liberi”, quei tassisti che con aggressività e trucchi cercano le corse più redditizie a danno dei clienti.

Solo un giorno fa all’Aeroporto di Roma Fiumicino, un cliente era stato colpito con un pugno in pieno volto da un tassista, al quale aveva “osato” chiedere di accendere il tassametro.

I battitori liberi di cui ci parla Ismaele La Vardera non sono meno aggressivi: cercano di accaparrarsi le corse più “ghiotte”, si fanno pagare ovviamente  in nero e alla fine aumentano anche il prezzo della corsa, nonostante le tariffe fisse siano indicate sullo stesso taxi.

Eravamo stati contattati da una fonte che ci aveva raccontato: “Sono tassisti regolari, con licenza che si battono per la corsa che gli interessa scegliendo il cliente. Sono più di 13 anni che faccio questo lavoro e loro ci soni sempre stati. A Termini ne ho visti alternarsi più di 40. E Termini è solo la punta dell’iceberg, piccoli gruppi sono sparpagliati in tutta Roma.”

I battitori liberi, spiega ancora questo collega, sono disposti a tutto pur di continuare a fare i propri affari: “Una volta un collega cercava di combatterli, ha trovato la bomba davanti alla porta”.

E aggiunge, per farci capire il giro d’affari di queste persone: “Guadagnano il doppio, il triplo degli altri colleghi. Basti pensare che dalla stazione a Piazza di Spagna chiedono 30 euro, il prezzo che un tassista normale chiede per arrivare a Ciampino”.

Mandiamo un nostro complice a prendere uno di quei taxi, per andare proprio a piazza di Spagna. Il taxista chiede 25 euro ma una volta arrivati a destinazione, ecco che ne pretende 30. Facciamo la stessa tratta con il tassametro acceso, prendendo un taxi che lavora secondo le regole e quella stessa corsa costa, in realtà, appena 6,70 euro!

Facciamo un altro tentativo per capire se fanno i furbi anche con le corse a tariffe fisse, i cui prezzi sono indicati obbligatoriamente sugli stessi taxi. Per una corsa all’aeroporto di Fiumicino ci vengono chiesti 55/60 euro, mentre la tariffa dovrebbe essere per legge 48 euro. Ma una volta arrivati all’aeroporto, quel prezzo lievita addirittura sino a 75 euro! 

Quando Ismaele La Vardera va a chiedere spiegazioni proprio ad alcuni di questi battitori liberi sul cui taxi siamo saliti, non la prendono benissimo. All’inizio negano anche solo di conoscere questa categoria di tassisti: “Se è come mi dice è una cosa sbagliata certamente” e poi fugge via. Arriva un suo collega che con un fare molto aggressivo vuole allontanarci. “Toglietevi di mezzo che lui è pericoloso”, spiega un altro indicando l’uomo che vuole allontanarci. Proprio quest’uomo, mentre altri due cercano di bloccare l’operatore, tira uno schiaffone in piena faccia alla Iena.

Ismaele La Vardera va anche dalle cooperative di tassisti a cui appartengono alcuni di questi battitori liberi e ci rispondono così: “Segnaliamo queste situazioni da tempo, nessuno vuole intervenire”. “Purtroppo il Comune di Roma negli ultimi dieci anni non ha fatto dei controlli assidui sulla categoria”, aggiunge un altro sindacalista.

Un terzo spiega: “Posso arrivare fino a un certo punto, sopra non posso andare, lei deve andare a chiedere in Comune”.

Decidiamo di andare dalla sindaca Virginia Raggi, la prima che è chiamata a tutelare i tassisti regolari e anche l’immagine della Capitale. “Non posso commentare una cosa che non conosco. Mi faccia vedere i materiali che avete raccolto e poi commento”, dice. 

Lasciamo i video registrati alla persona indicata dalla sindaca e parliamo con l’assessore alla Mobilità del comune di Roma, Pietro Calabrese, che ha il potere di rilasciare o sospendere le licenze dei taxi. “La ringrazio perché questa cosa non sa quanto ci è di aiuto, noi abbiamo già incrementato i controlli”, dice. “Ogni volta che accadono queste cose ci sono sanzioni molto pesanti, addirittura fino all’annullamento della licenza. A questi tassisti mi sento di dire ‘avete finito di lavorare con Roma capitale’”.

Il Comune di Roma è stato di parola e ci ha fatto sapere che, a seguito dei video che abbiamo fornito, l’assessorato ha girato il materiale alla Polizia Locale per l’avvio delle indagini necessarie.

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