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Terremoto in Emilia: i furbetti dei finanziamenti per la ricostruzione | VIDEO

Alessandro De Giuseppe ci mostra alcuni casi di fienili e stalle diventati ville signorili pagati con soldi pubblici. Tutto questo dopo il terremoto che nel 2012 ha causato 28 vittime in Emilia-Romagna. Per la cui ricostruzione lo Stato ha stanziato 5 miliardi di euro ma alcuni funzionari pubblici, che dovevano verificare i reali requisiti, avrebbero preferito dare soldi a tutti

“Sapete qual è il segreto perché nessuno rompa i maroni? Dare i soldi a tutti. Ho erogato 160 milioni di euro di contributi pubblici con la mia firma e oggi rispondo personalmente di queste somme”. Sono le parole di un architetto del comune di Terre del Reno. Siamo in provincia di Ferrara uno dei paesi colpiti dal terremoto del 2012. Quel sisma ha abbattuto centinaia di edifici uccidendo 28 persone e mettendo in ginocchio moltissime attività produttive. Per la ricostruzione sono stati stanziati quasi 5 miliardi di euro.

Alessandro De Giuseppe ci mostra come questa disgrazia per qualcuno sia diventato un modo per arricchirsi. Perché i progetti sarebbero stati gonfiati, così le percentuali per privati e tecnici sarebbero aumentate di conseguenza. Tutti ci hanno guadagnato, tranne lo Stato.

“Abbiamo visto ruderi diventare palazzi dopo il terremoto. Stimiamo in circa un miliardo l’erogato non dovuto”, sostiene Marco Mattarelli del Comitato di cittadini che si occupa del caso. Ci sarebbero stati fienili che sono diventati ville di campagna grazie a contributi pubblici anche di 800mila euro.

Chi doveva controllare se le richieste erano lecite dovevano essere i tecnici comunali. “Ho sempre controllato le istruttorie che mi sottoponevano. È palese che chi ha ricevuto danni da terremoto ne ha tratto un vantaggio”, ci dice un architetto di Terre del Reno. “Sicuramente avrò fatto degli errori, spero che l’assicurazione mi aiuti a coprirli. Le regole sono cambiate 16 volte e le persone tiravano tutte a fregare”, spiega. E le perizie dei tecnici privati che a quanto pare avevano cifre gonfiate? “Sono documenti che certificano cose, non sono il documento di un ladro”, dice, poi però continua: “In realtà molto spesso queste perizie si sono rivelate documenti di ladri”.

Ma i sindaci che firmavano le ordinanze di finanziamento possibile che non si siano accorti di nulla? “È chiaro che non tutto è funzionato perfettamente”, spiega Fabrizio Toselli sindaco di Cento, in provincia di Ferrara. “Abbiamo fatto diverse decine di revoche per persone che hanno fatto i furbi”.

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