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Terremoto a Roma: le scosse si possono prevedere?

Nella serata del 23 giugno Roma è stata colpita da un sisma di magnitudo 3.6. Nessun danno importante, ma tanta paura. Iene.it ha intervistato Fedora Quattrocchi, una sismo-geochimica che studia le “anomalie” che anticiperebbero i terremoti

 

Tre scosse di terremoto, la prima molto forte, di magnitudo 3.6. Ad essere colpita nella serata del 23 giugno è stata la zona di Roma, con epicentro nella parte di territorio compresa tra i comuni di Colonna, Zagarolo e San Cesareo. Al momento non  risultano feriti o danni di rilievo nella Capitale, mentre nei paesini dei Castelli Romani e dei Colli Albani si sono registrate cadute di cornicioni,  soprattutto di edifici religiosi, e pericolose crepe. Meno di mezz’ora dopo la prima scossa, avvenuta alle 22.43, i sismografi ne hanno segnalata una seconda, una replica di magnitudo 1.4 a cui è seguita due ore dopo la terza, di identica potenza. Nessun ferito, anche se la paura è stata tanta, e la gente si è riversata per le strade subito dopo la prima scossa.

A Zagarolo, in particolare, era in corso una festa di paese. Una zona, quella colpita dal sisma di domenica sera, che è nota ai sismologi per una importante attività di natura vulcanica.

E dopo questa scossa ci si torna a interrogare sulla prevedibilità di tali fenomeni. Oggi tutti gli studi scientifici sono concordi nell’affermare l’assoluta impossibilità di prevedere i terremoti. Iene.it ha parlato con una sismo-geochimica, Fedora Quattrocchi, che racconta dei suoi studi sulle “anomalie” che potrebbero in qualche modo dare segnali utili a lanciare l’allarme prima di una scossa. La donna, che lavora per l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ma che specifica di parlare “a titolo strettamente personale”, spiega: “La maggior parte dei ricercatori in Italia si dedica alla previsione a lungo termine, basata sulla statistica di terremoti passati. Si tratta di studi che però a mio personalissimo avviso, per la popolazione, sono relativamente importanti, anche perché sono cose che già si sanno e sulla base delle quali sono state create le mappe sismiche. Io invece mi occupo di studi a breve termine, quelli che indagano su segnali geochimici, geotermici, geomagnetici e che si manifestano pochissimo tempo prima del terremoto”. 

Ma quali sarebbero queste “anomalie”, che Fedora Quattrocchi ribadisce di non poter chiamare “segnali” per non generare panico ingiustificato? “La roccia, prima di rompersi in modo definitivo a seguito della scossa per scorrimento tra due blocchi, si microfrattura e siccome contiene quarzo rilascia cariche elettriche. Questo rilascio genera dunque una variazione di campo magnetico. Prima delle due scosse distruttive avvenute a Norcia, nel 2016, ad esempio, avevo  osservato una variazione del segnale elettrico di fondo. Accanto a questi segnali ci sono quelli geochimici, ovvero il rilascio di gas quali ad esempio metano e radon”.

Anche gli animali, racconta Fedora Quattrocchi, sarebbero in grado di lanciare segnali utili poco prima di una scossa: “Capita ad esempio che i gatti smettano di mangiare, scappino o si rintanino in luoghi appartati, che i cani abbaino molto e cerchino di tirare fuori di casa i padroni, che le tartarughe escano dai laghetti o che i pesci siluro muoiano a migliaia perché il gas che fuoriesce avvelena il laghetto. Sono  anomalie che possono andare dalle 24 ore prima fino a qualche ora dal sisma, per quanto riguarda i comportamenti animali.

Di diverso avviso, rispetto alle certezze di Fedora Quattrocchi, Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv: “Solo una rete capillare a livello nazionale potrà forse un giorno dare delle informazioni utili per le previsioni a breve termine. Al momento abbiamo solo buone indicazioni su futuri risultati possibili, ma non siamo ancora in grado di prevedere i terremoti. Stiamo però investendo molto sullo studio dei precursori, una cosa che però necessita di un lungo processo di raccolta dati, analisi e validazione. Serve anche un approccio multidisciplinare includendo, oltre al settore idrogeochimico, anche studi e monitoraggi sismologici, geodetici, satellitari, emissioni acustiche e elettromagnetiche, elaborazioni statistiche e di intelligenza artificiale: nessuna strada è preclusa”.

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