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Testimoni di Geova: il no alla trasfusione è un diritto | VIDEO

La Cassazione si esprime sul caso di un uomo di Savona che aveva chiesto di poter delegare la moglie al rifiuto delle cure in caso di incoscienza. Con Roberta Rei vi avevamo raccontato la storia di Grazia, una donna ripudiata dalle tre figlie, e dalla comunità di Geova, per aver accettato una trasfusione salva-vita

Rifiutare la trasfusione di sangue, anche in caso di cure salva-vita, è un diritto. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, che si è occupata della vicenda di un testimone di Geova della provincia di Savona.

I giudici hanno chiarito che l’uomo possa avvalersi di un tutore, nello specifico la moglie, per delegarla in caso di stato di incoscienza al rifiuto della trasfusione di sangue. E questo, come “espressione di una fede religiosa, il cui libero esercizio è sancito dall’articolo 19 della Costituzione”.

Una questione spinosa, quella delle trasfusioni ai Testimoni di Geova, fortemente contrari a questa pratica anche nel caso di pericolo di vita.

Noi de Le Iene con Roberta Rei vi avevamo raccontato la storia di Grazia di Nicola, abbandonata dalle tre figlie per aver accettato una trasfusione, proprio perché Testimone di Geova. 

Due anni fa a Grazia viene diagnosticato un tumore (servizio che potete rivedere qui sopra). “Ha creato un’emorragia interna e mi sono ritrovata a un bivio: accettare una trasfusione oppure morire”, racconta a Roberta Rei.

“Non è possibile che Geova voglia che io muoia”, si è detta. E così firma per l’operazione che va a buon fine. Una decisione che però ha delle conseguenze: la donna viene “dissociata” dai testimoni di Geova perché si sarebbe “consegnata a Satana”, come recita il loro regolamento.

Uscire da quel mondo però non è facile. “Sono rimasta senza Dio, anche con le mie figlie non c’era più quel rapporto”. Iniziano così le discussioni e la convivenza è veramente difficile. Grazia da due anni non vede più le figlie, che sono andate via da casa e hanno tagliato i ponti con la donna che giudicano “una vergogna umana”, un “Satana”.

Roberta Rei prova a mettersi in contatto con le ragazze ma appena le incontra viene allontanata dopo che una di loro dice una frase agghiacciante: “ho dubitato a volte di essere felice che ora mia mamma sia viva. Era un tesoro e una persona meravigliosa, poi è cambiata”. Solo perché Grazia ha scelto di vivere.

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