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Tiziano Ferro sull'omosessualità: "Mi sono sentito uno su tremila. Ma Dio è simpatico"

A pochi giorni dal matrimonio di Tiziano Ferro con Victor Allen, il cantante ha condiviso un pensiero sulla sua unione, valicando la riservatezza che, nonostante uomo di spettacolo, lo ha sempre contraddistinto.

“Fino a pochi anni fa nessuno conosceva la mia storia. Solo le chiese, il mio inconscio, i miei quaderni; qualche cuscino, la mia mente e le sue stanze” scrive oggi Tiziano Ferro sul Corriere della sera, dopo aver annunciato di essersi sposato con Victor Allen, suo compagno da tre anni.

L’accettazione della sua sessualità è stata per lui un lungo e travagliato viaggio dentro se stesso, all’insegna di se stesso. I libri, le fede, l’introspezione, la meditazione, lo hanno aiutato a comprendere che quell’impulso percepito come estraneo, era in realtà parte di lui e come tale andava accettato.

“Cercavo una strada, un suggerimento, la salvezza, o forse solo cose che conoscevo già ma che -viste nero su bianco- forse mi sarebbero sembrate più semplici, meno aliene e alienanti, possibili e comunque appartenenti alla vita di tanti altri esseri umani, oltre che alla mia”.

A lungo Tiziano Ferro si è sentito “uno su tremila” ha scritto, “e non ho mai voluto essere uno tremila”. Per anni il cantante ha cercato di tenere il più possibile lontana la sua vita privata dai riflettori, l’ha custodita come un qualcosa che con molta fatica si era conquistato e di cui era diventato profondamente geloso. Ma oggi la sua storia, il suo traguardo, è giusto che non sia più preservato perché può essere d’aiuto e di incoraggiamento a tanti ragazzi, tanti essere umani, che come lui stanno ancora attraversando il suo stesso viaggio introspettivo. Ed è proprio di essere umani che scrive Tiziano Ferro, definendosi cattolico e professando la religione per quella che è, ovvero “amore universale. Mettiamo al centro l’essere umano: le donne, gli uomini, i bambini, gli esseri umani tutti”.

L’amore verso il prossimo, la compassione hanno aiutato Ferro a superare, inoltre, gli sconforti causati dalle disparità dei diritti e dal clima ostile nei confronti di chi è omosessuale che ancora oggi è presente nel nostro Paese. “La disparità di diritti mi ha fatto sentire deluso, amareggiato, arrabbiato. Ma io sono cattolico. Quindi ho ancora fede”.

La sua unione con Victor Allen è stata definita dal cantante “un miracolo”, perché l’amore incondizionato verso il prossimo ha vinto i pregiudizi, i preconcetti, e le barriere mentali. “La cosa è molto più grande di Victor e di me. Riguarda tutti. E riguarda ogni italiano libero, onesto, e innamorato come me di quel Dio simpatico”.

Il messaggio di speranza di Tiziano Ferro è un invito all’essere liberi, all’accettarsi, ad amarsi, a vedersi perfetti con le proprie imperfezioni. Ha un valore molto profondo in un periodo storico così delicato, in cui i tabù sono ancora tanti. Non ci resta che augurare a Tiziano Ferro una buona vita con Victor!

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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