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Si impicca esasperato da truffe, banche e avvocati | VIDEO

Rolando Bicego dopo essere stato truffato aspettava un risarcimento che non è mai arrivato. Quei soldi sembra siano ancora nelle mani della sua legale. Alessandro De Giuseppe l’ha affrontata a nome della famiglia

Rolando Bicego si è tolto la vita impiccandosi con un cavo elettrico dopo una storia di truffe, banche e avvocati che l’hanno rovinato. È stato suo figlio Riccardo a trovarlo nel capanno di casa senza vita.

Questa tragedia comincia trenta anni fa quando Rolando subisce una truffa da venti milioni di lire. Rolando cercava un prestito per ampliare l’officina dove lavorava. Si rivolge a un amico, Adriano Marchesini, che gli fa firmare le carte necessarie per ottenere il prestito. Adriano però sparisce e a Rolando restano solo le rate da pagare su un prestito che non ha mai ricevuto.

Pieno di debiti Bicego denuncia l’amico e dopo 16 anni il tribunale riconosce che gli spettano 80 mila euro di risarcimento per la truffa subita. Quei soldi però non li riceve perché non è l’unico ad avere un credito con quel truffatore. Ci sono anche una banca ed Equitalia, e siccome a loro spettano più soldi, vengono prima di Rolando. Nelle udienze successive viene rivista la somma che spetta alla famiglia Bicego, che scende fino a 36 mila euro. Somma che comunque l’avrebbe salvato.

Nemmeno adesso però arrivano i soldi. La famiglia aspetta, aspetta fino a quando scopre che quei 36mila euro se li sarebbe incassati l’avvocato che seguiva il caso. Dopo la morte di Rolando Bicego, la responsabilità di tenere in piedi quella famiglia cade sulle spalle del figlio 27enne: “Ho chiesto un prestito per coprire i debiti. Alla mia età vorresti farti una famiglia e una vita, ma in questa situazione non posso sapere se ce la farò”.

Alessandro De Giuseppe allora ha deciso di incontrare proprio l’avvocato sul suo conto sono stati accreditati i soldi che spettavano alla famiglia Bicego. Prima ci dice di non averli mai incassati, poi si corregge e sostiene di averli incassati perché aveva la delega, ma poi di averli girati sul conto di Rolando. Non tutti però, solo 20 mila perché gli altri le spettavano per le spese legali. La moglie di Rolando presente in quel momento le urla in faccia che non è vero. Ma le ricevute degli assegni che sostiene di aver spedito non si trovano.

Allora De Giuseppe torna da lei ma a quel punto cambia un’altra volta versione. Adesso sostiene che ci sia stato uno smarrimento dei soldi. La situazione degenera quando l’avvocato invia alla famiglia i documenti in cui sarebbe stata delegata di richiedere e incassare i soldi per conto della famiglia. Sui quei documenti le firme sarebbero false. O almeno questo è quello che sostengono la moglie di Bicego e la grafologa che ha fatto la perizia calligrafica.

Tornando dall’avvocato con questa nuova informazione otteniamo per l’ennesima volta una nuova versione dei fatti. Lei aveva la delega a incassare i soldi, l’ha fatto ed è stata la famiglia che non si è curata di chiederli.

Non ci resta che lasciarla andare con la promessa che quei 20mila euro andranno alla famiglia Bicego.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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