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Uccisa a coltellate, il marito: “Mi avete fatto diventare un assassino”

Aurelio Galluccio è stato arrestato per l’omicidio della moglie Adriana Signorelli. Per la gip il desiderio della donna di aiutarlo fino all’ultimo le è stato fatale

“La colpa è vostra, mi avete tolto la cosa più bella del mondo, mi avete fatto diventare un assassino”. Sono le parole deliranti di Aurelio Galluccio, arrestato per aver ucciso a coltellate a Milano, 5 giorni fa, la moglie Adriana Signorelli.

L’uomo, rivolgendosi agli agenti del carcere in cui si trova da domenica scorsa, le avrebbe usate per accusare le istituzioni di averlo abbandonato, e in un certo senso “spinto” a commettere il brutale omicidio. “Mi avete sempre chiuso le porte in faccia, ve la portate voi sulla coscienza, mi avete tolto la cosa più bella che avevo. Sono anni che chiedo aiuto a tutti”.

“La disponibilità estrema della donna ad aiutare il marito le è stata purtroppo fatale”, ha scritto la gip nell’ordinanza di custodia in carcere. Adriana, già in passato vittima di violenze da parte dell’uomo, aveva comunque denunciato il marito. Cinque giorni prima dell’omicidio era stato attivato il “Codice rosso”, la nuova corsia preferenziale prevista per le denunce contro violenze di genere.

Purtroppo non è bastato a salvarla. Adriana aveva garantito che si sarebbe trasferita dalla figlia, ma non ha mai lasciato l’appartamento di Milano. In quell’appartamento è stato trovato il suo corpo riverso sul pavimento con la schiena trafitta da profonde coltellate. Aurelio Galluccio, 65 anni, era già stato arrestato per maltrattamenti in famiglia quattro anni fa e condannato nel 2016.

Due anni dopo, è stato nuovamente condannato: aveva incendiato la porta di casa della donna e aveva cercato di sfregiarla lanciandole contro benzina e candeggina.

Noi de Le Iene, che abbiamo sempre tenuto accesi i riflettori sulle storie che vedono le donne vittime di violenza, vi abbiamo raccontato con Nina Palmieri, nel servizio che potete vedete qui sotto, la storia simbolo di Filomena Lamberti, sfregiata con l’acido dal marito mentre dormiva. Filomena è stata sfregiata perché dopo anni di violenze aveva trovato la forza di chiedere la separazione. A Le Iene ha raccontato: “Mi ha girata mentre dormivo per prendere bene il volto”. Vittima del coniuge, Filomena era arrivata a non uscire più di casa: “Ero chiusa in un cerchio, isolata da tutti”.

Lui, Vittorio Giordano, è stato condannato a soli 18 mesi di carcere. “Non è facile guardarsi allo specchio e non ritrovarti più quella che eri", dice Filomena. "Due erano le scelte: o andare avanti oppure farla finita. Decisi di riprendermi in mano la mia vita, godendomi la mia libertà”.

Guardate qui sotto il servizio di Nina Palmieri con Filomena Lamberti

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