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Venezia sott'acqua: e se il Mose avesse funzionato? | VIDEO

Se il Mose avesse funzionato si sarebbero potuti evitare i danni a Venezia e la morte di due persone? Giulio Golia è stato sull’isola di Pellestrina che da secoli protegge la città dalle inondazioni. Giulio Golia ricostruisce quanto successo dai racconti di chi ha vissuto quelle ore di dramma

Venezia sotto quasi due metri d’acqua, la Basilica di San Marco gravemente danneggiata, la città che subisce danni incalcolabili e due persone che muoiono per la furia del mare: 187 centimetri d’acqua alta, il secondo livello più alto mai registrato. Se il Mose per cui sono stati buttati 8 miliardi di euro avesse funzionato si sarebbe potuto evitare tutto questo?

Giulio Golia ci mostra la situazione all’1.30 di notte del 12 novembre sull’isola di Pellestrina, una strettissima lingua di terra di 7 chilometri che da secoli protegge Venezia dalle inondazioni.

“Una cosa si deve mettere in testa lo Stato italiano che per salvare questa città il primo baluardo è l’isola di Pellestrina”, ci dicono. “Questa è una barriera naturale, se non ci fosse quest’isola qua Venezia sarebbe salutata non tra 50 anni, ma da 500 anni che non ci sarebbe più”.

Martedì due persone sono morte anche a causa del ritardo nella costruzione dell’opera. Venezia è alluvionata, opere d’arte di inestimabile valore hanno subito danni incalcolabili, la città è in ginocchio. Qualcuno finalmente intende fare qualcosa o lasceremo che il Mose rimanga un altro scandalo di questa Italia?

Noi ve ne avevamo già parlato nel 2007 con Alessandro Sortino: non è cambiato quasi niente, o meglio si è aggiunta un’inchiesta per un (mega) giro di tangenti.

dopo il nostro servizio

Il ministro degli Esteri ha sentito in videoconferenza l’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, per fare il punto della situazione. Noi de Le Iene ci stiamo occupando da tempo del caso di Chico Forti. La prossima settimana torneremo a parlarne con un nuovo servizio del nostro Gaston Zama

L'ultima puntata

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