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Venezia, Mose: chieste verifiche dopo le immagini che abbiamo mostrato | VIDEO

Sabbia, detriti e un angolo di una paratoia piegato. Sono le immagini delle paratoie del Mose che ci sono arrivate in redazione e che vi abbiamo mostrato nell’ultimo servizio di Giulio Golia dedicato all’opera costata 5 miliardi e mezzo. Ora il provveditorato per le Opere pubbliche ha chiesto al Consorzio Venezia nuova di verificare le condizioni dell’opera

La sabbia, le incrostazioni e anche una parte di acciaio piegata. Non sono passate inosservate le condizioni delle paratoie del Mose di Venezia di cui vi abbiamo parlato nell’ultimo servizio di Giulio Golia dedicato all’opera costata 5 miliardi e mezzo per difendere la città dall’acqua alta. Un’opera che non è ancora in funzione. Dopo le immagini che vi abbiamo mostrato, il Provveditorato delle Opere pubbliche del Triveneto chiede di fare alcune verifiche al consorzio Venezia Nuova. Devono capire se le immagini che avete visto corrispondono allo stato attuale delle paratoie.

Le paratoie del Mose sono enormi strutture in acciaio piene d’acqua che stanno sul fondo del mare. Sono ancorate a giganteschi cassoni in cemento armato. Quando il livello del mare sale, dentro alle paratoie viene soffiata aria compressa che butta fuori l’acqua e le fa alzare. Ma se rimangono sul fondo per troppo tempo, rischiano di subire danni e essere sepolte dalla sabbia.

Con Giulio Golia abbiamo provato in tutti i modi ad avere l’autorizzazione per scendere sott’acqua e constatare le condizioni di queste strutture, ma non è stato possibile. Secondo quanto ci ha riferito un segnalatore, lo stato delle paratoie non sarebbe dei migliori: “è tutto sabbione, c’è terra sopra, sabbia”, ha detto il segnalatore. Dopo i nostri innumerevoli tentativi, qualcuno è riuscito ad andare proprio sott’acqua dove si trovano le paratoie. In redazione, infatti, ci è arrivato un video: siamo a Punta Sabbioni. Sul fondo appaiono le paratoie colorate di giallo. E lì sembra esserci sabbia ovunque, proprio come ci avevano segnalato e c’è addirittura un pezzo d’acciaio piegato, come se fosse danneggiato. Ci sono detriti, incrostazioni. C’è una paratoia sollevata dal fondo.

Per portare a termine i lavori del Mose, inteso come le opere alle bocche di porto, mancano ancora 303 milioni di euro. E se si includono i lavori già finanziati, gli interventi ambientali, la manutenzione dell’Arsenale, il sistema informativo e altro la cifra sale a 461 milioni. Si tratta di soldi mancanti anche se già inclusi nei 5 miliardi e mezzo previsti per l’opera.

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