>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Venezuela, intervista esclusiva de Le Iene al presidente Guaidó: “M5S? Non sanno cosa succede qui”

"Mi chiamino”. Il presidente ad interim, riconosciuto da 60 Stati del mondo, si rivolge al M5S, contrario a questo riconoscimento, nell’intervista rilasciata alla trasmissione Le Iene, nel servizio di Gaston Zama 

“Voglio pensare che i Cinque Stelle non sappiano cosa succede qui”. Juan Guaidó, presidente ad interim del Venezuela riconosciuto da 60 Stati del mondo, si rivolge al M5S, contrario a questo riconoscimento, nell’intervista rilasciata alla trasmissione Le Iene, nel servizio di Gaston Zama. 

“Visto che si parla di mancanza di conoscenza, basterebbe alzare il telefono e parlare con noi, cioè la maggioranza che rappresenta il Venezuela e così ad esempio scoprirebbero che il mio partito è iscritto all'Internazionale Socialista”, insiste Juan Guaidó, cosciente dell’opposizione del Movimento al suo riconoscimento come presidente al posto di Nicolás Maduro (la Lega di Matteo Salvini invece è favorevole).

Guaidó, che si definisce “Presidente incaricato del Venezuela”, vuole “organizzare elezioni trasparenti e costituzionali nella maniera più rapida possibile. Perché oggi in Venezuela vige la dittatura. Qui esiste una dittatura che assassina, perseguita e incarcera”. Tutto questo dopo l’arresto di giovedì scorso del suo braccio destro e capo staff, Roberto Marrero, presente durante la nostra intervista.

Guaidó parla delle “cicatrici sul collo, sulle spalle, sulla vita” per i proiettili di gomma che l’hanno colpito durante le manifestazioni di piazza: “Io sono di centrosinistra. Il Venezuela è un Paese con l'80% di povertà, bisogna occuparsi dei più deboli e proteggerne la vita. Il mio partito nei sondaggi ora sta tra 40% e il 45%. Mentre il PSUV che è il partito del regime di Maduro è tra il 10% e l'11%”.

Interverranno militarmente gli Stati Uniti di Trump per risolvere lo stallo con Maduro che resta al potere? “Non permetteremmo nessun intervento, discorso diverso è cercare cooperazione internazionale”. E come si esce dalla crisi? “Ci sono tre opzioni: un'elezione, o una transizione come è già successo nel 1958 in Venezuela, in Cile e anche in altri Paesi dell’America Latina o una presa di potere con la forza! Per esempio, un golpe militare interno. Le forze armate sono stufe e schifate da Maduro, loro soffrono tanto quanto noi la mancanza di luce, medicine e cibo”.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.