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Violenza sulle donne, 33mila assistite. Erica, due figli soffocati e bruciati, non era tra queste | VIDEO

E' uscito oggi il primo censimento sulle donne vittime di violenza assistite nel nostro Paese. Erica Patti, nonostante le diverse segnalazioni alle forze dell'ordine, non aveva avuto il sostegno necessario; l'ex marito, dopo le continue minacce, ha ucciso i suoi due figli

33mila le donne vittime di minacce e a rischio femminicidio. Per la prima volta si è tenuto il censimento ufficiale dei 338 centri in Italia che si occupano di proteggere chi subisce violenze. Purtroppo tra queste non c’era Erica Patti, madre di due bambini di 9 e 12 anni, che le sono stati sottratti brutalmente dall’ex marito. “Questa tragedia si poteva evitare se solo avessero ascoltato le mie tante richieste di aiuto”, aveva detto la mamma a Nadia Toffa.

Stupidità, oggi Erica la chiama così. Sono tanti i segnali che le donne innamorate non colgono. Erica infatti era stata minacciata per anni sia con il coltello che con la pistola da suo marito Pasquale. Una sera, stanca delle continue minacce e violenze subite dal compagno, Erica ha preso coraggio e gli ha confessato di volersi separare. “Lui ha preso il cuscino e ha provato a soffocarmi", ci ha raccontato Erica. Che ci ha riportato anche le minacce del marito: “Questo è quello che ti aspetta se provi a lasciarmi”. Da quel momento in poi gli episodi di violenza sono aumentati. “Era abitudine che mi mettesse le mani al collo, mi metteva al muro e mi soffocava. Poi tornava due ore dopo piangendo e diceva che non mi aveva fatto niente”.

Per quattro anni Erica ha sopportato tutto questo nel silenzio, senza mai confidarsi con nessuno. Era arrivata a pesare 40 chili e soffriva di attacchi di panico. Per trovare la forza di sbatterlo fuori casa, un giorno in preda alla disperazione, Erica è costretta a chiedere aiuto ai genitori. La situazione però non migliora: “Sei una puttana, una troia, ti ammazzo, avrò pace solo quando sarai sotto terra”, le diceva quotidianamente l’ex marito. Pasquale si appostava fuori casa anche 40 volte al giorno e inevitabilmente compiva queste azioni davanti ai bambini. 

In seguito a un raptus dell’uomo che ha cercato di investirla, Erica si è rivolta ai carabinieri, che però hanno minimizzato la situazione. “Non stia lì a guardare i peli nell’uovo. Lui è fuori che piange, glieli faccia vedere un po’ i bambini”, le avrebbero detto. E in seguito alle ripetute richieste d’aiuto avrebbero aggiunto: “Signora è inutile che viene qua tutti i giorni, si appunti le cose su un’agenda e venga qua una volta sola”. Pasquale non si è fermato neanche davanti a una misura cautelare che lo teneva a una distanza di 300 metri dalla ex moglie. Per colpirla ulteriormente è passato alle minacce sui bambini: “Li porto con me al mare, non li vedrai più perché li ammazzo”.

Erica allora si rivolge nuovamente sia ai carabinieri che ai servizi sociali, ma Pasquale mantiene la sua promessa e la tragedia non tarda ad arrivare. “Non gli ha lasciato neanche il loro viso”, ha raccontato la mamma distrutta dal dolore a Le Iene. Incendio doloso e omicidio sono le accuse a carico di Pasquale Iacobone, oggi in carcere per il reato commesso. “Prima li ha soffocati. Poi ha cosparso il loro letto di benzina, avendo premura di mettere degli stracci imbevuti di benzina sotto i loro corpicini”. “Il mio senso di colpa è di non averli potuto difendere”, ci ha confidato Erica. Che oggi si pente: “Avrei dovuto ucciderlo con le mie mani”.

Con l’introduzione del censimento, oggi si ha una rilevazione più chiara che permette un reale controllo dei fondi. Il dipartimento per le Pari opportunità monitorerà la ripartizione dei fondi erogati che quest’anno dovrebbe arrivare a 37 milioni di euro e intensificherà i controlli. Il sottosegretario Spadafora, nel commentare questi dati in un'intervista, oggi ha denunciato: “C’è una pericolosa deriva sessista, anche Salvini alimenta l’odio”. La risposta di Salvini non si è fatta attendere: “Cosa sta a fare al governo Spadafora con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei”. Polemiche davvero sterili rispetto alle azioni di cui hanno bisogno Erica e le donne vittime di violenza. 

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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